<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>.speropoli &#187; .festival di cinema</title>
	<atom:link href="http://www.speropoli.it/category/festival-di-cinema/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.speropoli.it</link>
	<description>rivista di cinema, pellicole e visioni di mondo</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 15:41:12 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Festival di Cannes (e dintorni) 2010 &#8211; parte2</title>
		<link>http://www.speropoli.it/2010/06/16/festival-di-cannes-e-dintorni-2010-parte2/</link>
		<comments>http://www.speropoli.it/2010/06/16/festival-di-cannes-e-dintorni-2010-parte2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 14:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[.festival di cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Fornara]]></category>
		<category><![CDATA[Cannes e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[festival di cannes]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Mereghetti]]></category>
		<category><![CDATA[Quinzaine des Réalisateurs]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.speropoli.it/?p=1126</guid>
		<description><![CDATA[Al Festival di Cannes c'è una sezione gestita dai registi francesi che guarda alle produzioni più sperimentali, la Quinzaine des Réalisateurs.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come fa notare Paolo Mereghetti nella conferenza di apertura di <strong><a href="http://www.lombardiaspettacolo.com/" target="_blank">Cannes e dintoni</a></strong>, al <strong><a href="http://www.festival-cannes.com/" target="_blank">Festival di Cannes</a> </strong>c&#8217;è una sezione gestita dai registi francesi che guarda alle produzioni più sperimentali. <a href="http://www.quinzaine-realisateurs.com/" target="_blank"><strong>La Quinzaine des Réalisateurs</strong></a>, quest&#8217;anno presieduta da <strong>Frédéric Boyer</strong>, a differenza della selezione ufficiale è svincolata dalla necessità di essere politically correct e di badare ai vari equilibri, e così può permettersi di fare scelte più coraggiose e più rischiose. Soprattutto quest&#8217;anno che ci si è concentrati sulle opere prime, si è guardato quindi a registi giovani che hanno certamente molto da dire e coraggio di esporsi, e che chiaramente sono una scommessa. Il cuore della rassegna milanese è proprio la Quinzaine des Réalisateurs. La maggior parte dei film scelti per Cannes e dintorni infatti appartengono da sempre a questa selezione.</p>
<p>Tra i film proiettati c&#8217;è <strong>La Caméra d&#8217;Or, </strong> <strong><a href="http://www.mymovies.it/film/2010/anobisiesto/" target="_blank"><em>Año bisiesto</em></a> </strong>opera prima del regista australiano, &#8220;adottato&#8221; dal cinema messicano, <strong>Mickael Rowe. </strong>Film claustrofobico ed &#8220;estremo&#8221; ambientato quasi totalmente nella stanza in cui una donna porta ogni notte uomini diversi. <strong><a href="http://www.mymovies.it/film/2010/illegal/" target="_blank"><em>Illégal</em></a> </strong>del francese<strong> Olivier Masset-Depasse</strong> che affronta il problema dell&#8217;immigrazione mettendo al centro la separazione di una madre dal proprio figlio. Mereghetti nella conferenza di apertura fa notare come il cinema francese sappia farsi carico dei propri fardelli, discorsivizzare i propri problemi sociali, cosa che la cinematografia italiana raramente fa. Diversi i film francesi che affrontano il tema dell&#8217;immigrazione, come <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=62964" target="_blank"><em>Les mains en l&#8217;air</em></a> di Romain Goupil (fuori concorso) o il bellissimo <a href="http://www.nonsolocinema.com/Welcome-di-Philippe-Lioret_19043.html" target="_blank"><em>Welcome</em></a> di Philippe Lioret.</p>
<p>Da non perdere è poi <strong><em>Boxing gym</em></strong>, l&#8217;ultimo film di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Frederick_Wiseman" target="_blank"><strong>Frederick Wiseman</strong></a>, il più grande documentarista oggi in circolazione. Considerato all&#8217;unisono un vero capolavoro da Paolo Mereghetti e Bruno Fornara, racconta ciò che avviene in una palestra di box. Ed è tutto l&#8217;opposto di ciò che ci si aspetterebbe. Pochi gi scontri, tante e diverse le persone che passano di lì e che sfidano principlamente i propri limiti. Mereghetti afferma che Wiseman è &#8220;garanzia di bellezza&#8221;. Altro film su cui soffermarsi è l&#8217;italianissimo <strong><a href="http://www.lequattrovolte.it" target="_blank"><em>Le quattro volte</em></a> di Michelangelo Frammartino</strong>. Regista milanese (di origini calabresi) noto più all&#8217;estero, in particolare in Francia, che in Italia. Famoso anche per le sue installazioni artistiche, è al suo secondo film che tra l&#8217;altro è una sorta di antefatto del primo, <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35379" target="_blank"><em>Il dono</em></a>, altrettanto notevole. <em>Le quattro volte</em> si occupa della vita nelle sue varie forme, l&#8217;umana, l&#8217;animale, la vegetale&#8230; Partiamo dal pastore, passiamo attraverso la capra, arriviamo alla vita dell&#8217;albero, per finire dispersi nell&#8217;aria come il fumo che esce dai caminetti della case di un piccolo paesino calabrese. Bruno Fornara fa notare come questo sia un film sulla gravità. Mereghetti lo definisce un trattato filosofico per immagini. Di particolare interesse il piano sequenza di 10 minuti in cui Frammartino, da un camioncino, riprende la vita lungo la strada muovendo la camera da destra e sinistra, da sinistra a destra (scena rifatta ben 21 volte!).</p>
<p>Questi sono solo alcuni tra i film della Quinzaine des Réalisateurs proiettati a Milano per la rassegna Cannes e dintorni. Per saperne di più: <a href="http://www.lombardiaspettacolo.com/" target="_blank">www.lombardiaspettacolo.com</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.speropoli.it/2010/06/16/festival-di-cannes-e-dintorni-2010-parte2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Festival di Cannes (e dintorni) 2010 &#8211; parte1</title>
		<link>http://www.speropoli.it/2010/06/10/festival-di-cannes-e-dintorni-2010-parte1/</link>
		<comments>http://www.speropoli.it/2010/06/10/festival-di-cannes-e-dintorni-2010-parte1/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 09:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[.festival di cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Another Year]]></category>
		<category><![CDATA[Apichatpong Weerasethakul]]></category>
		<category><![CDATA[Cannes e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Degli uomini e degli Dei]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Leigh]]></category>
		<category><![CDATA[Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives]]></category>
		<category><![CDATA[Xavier Beauvois]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.speropoli.it/?p=1077</guid>
		<description><![CDATA[Il film vincitore della Palma d'oro è Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives del tailandese Apichatpong Weerasethakul.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1100" href="http://www.speropoli.it/2010/06/10/festival-di-cannes-e-dintorni-2010-parte1/cannes/"><img class="size-full wp-image-1100 alignright" title="Festival di Cannes 2010" src="http://www.speropoli.it/wp-content/uploads/2010/06/cannes.jpg" alt="Festival di Cannes 2010" width="200" height="266" /></a>Si è conclusa il 23 maggio la 63° edizione del Festival di Cannes</strong>, inaugurata dalla prima del colossal hollywoodiano fuori concorso, <a href="http://www.speropoli.it/2010/05/30/robin-hood-di-ridley-scott/" target="_self"><em>Robin Hood</em></a> di Ridley Scott. A presiedere la giuria <a href="http://www.speropoli.it/2010/01/15/burtons-wonderland/" target="_self">Tim Burton</a> e a sfilare sul tappeto rosso la consueta sfilza di volti e abiti. Qualche polemica pre-festival, prima tra tutte la scelta di Sandro Bondi, l&#8217;attuale Ministro della Cultura, di non partecipare alla manifestazione come segno di protesta contro il documentario <a href="http://www.draquila-ilfilm.it/" target="_blank"><em>Draquila</em></a> di Sabina Guzzanti da lui ritenuto offensivo per l&#8217;Italia&#8230;</p>
<p><strong>Diciannove i film che si sono contesi la Palma d&#8217;oro</strong> tra cui <a href="http://it.euronews.net/2010/05/18/cannes-commuove-biutiful-del-messicano-inarritu/" target="_blank"><em>Biutiful</em></a> di Alejandro Gonzalez Inarritu,<em> <a href="http://www.cinefile.biz/?p=19197" target="_blank">Copia conforme</a></em> di Abbas Kiarostami, <a href="http://www.movieplayer.it/articoli/06925/la-violenza-pulp-di-takeshi-kitano-a-cannes/" target="_blank"><em>Outrage</em></a> di Takeshi Kitano e <em><a href="http://www.mymovies.it/film/2010/lanostravita/" target="_blank">La nostra vita</a> </em>di Daniele Lucchetti. Tra gli eventi collaterali ricordiamo la proiezione dell&#8217;edizione restaurata de <em>Il Gattopardo</em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luchino_Visconti" target="_blank">Luchino Visconti</a> a cinquant&#8217;anni di distanza dalla prima uscita e in occasione del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia.</p>
<p>Per coloro che non hanno avuto il privilegio di parteciparvi, la città di Milano, come di consueto, dà vita alla rassegna <strong>Cannes e dintorni</strong>, proiettando nelle sale milanesi una selezione di 30 film tra i più interessanti. Nella conferenza di apertura <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Mereghetti" target="_blank">Paolo Mereghetti</a> e <a href="http://www.letteraltura.it/9318,Ospite.html" target="_blank">Bruno Fornara</a> hanno presentato i titoli principali</strong> (un estratto della conferenza nel video). Dopo un meritato ringraziamento al Corriere delle sera, che con il suo intervento ha permesso di realizzare l&#8217;iniziativa nonostante le ristrettezze economiche di quest&#8217;anno; e un accenno alle difficoltà in cui vertono le case di produzione in Italia e quindi alla difficoltà di reperire le pellicole per più di uno o due passaggi, si è passati ai film in concorso.</p>
<p><strong>Il vincitore della Palma d&#8217;oro è <a href="http://www.film.it/articolo/recensione-uncle-boonmee-who-can-recall-his-past-lives" target="_blank"><em>Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives</em></a> del tailandese Apichatpong Weerasethakul. </strong>Di sicuro interesse la regia che mantenedo un deciso realismo inserisce elementi surreali e fantastici. Interessanti anche gli spunti e le &#8220;digressioni&#8221;. Un&#8217;interessante questione emerge dal dibattito tra Mereghetti e Fornara (nel video): l&#8217;appunto non è sul film, ma sul futuro del regista, già noto tra gli addetti ai lavori. Negli ultimi tempi, infatti, non è raro assistere a un cinema d&#8217;autore che fa grandi promesse con opere di spessore che poi non vegono mantenute. Con i successivi film il regista spesso finisce per ripetersi e chiudersi su se stesso.</p>
<p><strong>Palma d&#8217;argento per </strong><strong><a href="http://cinema.ilsole24ore.com/recensioni/00015587.php" target="_blank"><em>Another Year</em></a> dell&#8217;inglese Mike Leigh</strong>, regista già noto per <em><a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=55836" target="_blank">La felicità porta fortuna</a> </em>e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_segreto_di_Vera_Drake" target="_blank"><em>Il segreto di Vera Drake</em></a> (Leone d&#8217;oro a Venezia 61). Quattro stagioni si susseguono come i numerosi personaggi che ruotano intorno alla coppia felice. Come fa notare Bruno Fornara è proprio nel disequilibrio tra i personaggi che Leigh pone l&#8217;attenzione ed è qui che il film si fa interessante.</p>
<p><strong>Gran premio della giuria per<em> <a href="http://www.nonsolocinema.com/Des-Hommes-et-des-Dieux-di-Xavier_20265.html">Degli uomini e degli Dei</a> </em>del francese Xavier Beauvois</strong> che si ispira alla vera storia di una comunità di benedettini insediata da decenni sui monti dell&#8217;Atlante alegrino, e che nel &#8216;96 venne rapita da estremisti della Gia. Un film notevole per la sua capacità di guardare alla convivenza pacifica tra cristiani e musulmani e alla vita della comunità. Come osserva Bruno Fornara capita a volte che singole scene rimangano impresse e in questo film sembra esserci un esempio. Sulle note de <em>Il lago dei cigni</em> di Tchaikovsky i volti dei frati benedettini si susseguono prima della fine.</p>
<p>Questi i tre film della selezione ufficiale questa settimana nelle sale milanesi (in originale con sottotitoli). Per saperne di più su proiezioni, orari e disponibilità: <a href="http://www.lombardiaspettacolo.com/" target="_blank">www.lombardiaspettacolo.com</a></p>
<p>Si ricorda che fino al 16 giugno il Corriere della sera pubblicherà 1 coupon al giorno valido per un ingresso a soli 2 euro!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.speropoli.it/2010/06/10/festival-di-cannes-e-dintorni-2010-parte1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>News dai festival, aprile 2010</title>
		<link>http://www.speropoli.it/2010/06/01/festival-aprile-2010/</link>
		<comments>http://www.speropoli.it/2010/06/01/festival-aprile-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 18:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[.festival di cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Far East Film Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Festival culture giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del cinema europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Linea d'Ombra]]></category>
		<category><![CDATA[Roma Indipendent film festival]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.speropoli.it/?p=964</guid>
		<description><![CDATA[Brevissime sui festival del mese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Far East Film Festival. 23/01 maggio 2010, Udine.</strong><br />
9 giornate di programmazione per oltre 60 pellicole tutte provenienti dall&#8217;estremo oriente e <strong>due retrospettive</strong>, una dedicata a  <strong><a href="http://www.fareastfilm.com/easyne2/LYT.aspx?IDLYT=2709&amp;CODE=FEFJ&amp;ST=SQL&amp;SQL=ID_Documento=2772" target="_blank">Patrick Lung Kong</a></strong>, regista visionario che con il susseguirsi delle sue opere esprime l’evoluzione del cinema di Hong Kong; l&#8217;altra dedicata a <strong>Shin-Toho</strong>, storica majors giapponese che produce principalmente film di genere. Partendo da una Cina che nel 2009 ha spopolato al box-office con produzioni perlopiù patriottiche e d&#8217;evasione, arrivando a una sud-Corea che come di consueto affianca al cinema commerciale rilevanti produzioni indipendenti, si passa per paesi come Giappone e Hong Kong, e altri la cui cinematografia è meno nota come Filippine, Indonesia, Taiwan, Vietnam e Thailandia. Il FEFF, ormai affermato come la più ricca e attenta rassegna europea del cinema orientale, ha premiato quat&#8217;anno con i due premi principali, <a href="http://www.fareastfilm.com/easyne2/LYT.aspx?Code=FEFJ&amp;IDLYT=2080&amp;ST=SQL&amp;SQL=ID_Documento=2585" target="_blank"><strong><em>Castaway on the moon</em></strong></a> del coreano <strong>Lee Hey-jun</strong>. Un aspirante suicida rimane bloccato su un&#8217;isola (semi)deserta. <a href="http://www.fareastfilm.com/easyne2/LYT.aspx?Code=FEFJ&amp;IDLYT=2080&amp;ST=SQL&amp;SQL=ID_Documento=2506" target="_blank"><strong><em>Accidental Kidnapper</em></strong></a> del giapponese <strong>Hideo Sakaki</strong>, si aggiudica il secondo posto. Sulla falsa riga di <em><a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=15353" target="_blank">Un Mondo Perfetto</a> </em>di Eastwood, fonde mirabilmente commedia e dramma. Terzo premio a <a href="http://www.fareastfilm.com/easyne2/LYT.aspx?IDLYT=2080&amp;Code=FEFJ&amp;ST=SQL&amp;SQL=ID_Documento=2588" target="_blank"><strong><em>The Dreamer</em></strong></a> dell&#8217;indonesiano <strong>Riri Riza</strong>, secondo capitolo della trilogia autobiografica dello scrittore Andrea Hirata. Con il primo,<em> </em><a href="http://www.fareastfilm.com/easyne2/LYT.aspx?Code=FEFJ&amp;IDLYT=7505&amp;ST=SQL&amp;SQL=ID_Documento=2100" target="_blank"><em>Rainbow Troops</em></a>, ottennero nel 2009 un enorme successo commerciale e la medesima posizione al FEFF 11. Per maggiori info: <a href="http://www.fareastfilm.com" target="_blank">www.fareastfilm.com</a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cFWIkfAKemg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/cFWIkfAKemg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>RIFF. 08/16 aprile 2010, Roma.</strong><br />
Il Roma Indipendent film festival ha una chiara missione, quella di &#8220;<strong>promuovere la cinematografia indipendente italiana ed internazionale</strong>&#8220;.<strong> </strong>Quest&#8217;anno alla sua IX edizione ha premiato <strong><a href="http://www.fishtankmovie.com/" target="_blank"><em>Fish Tank</em></a> della regista inglese Andrea Arnold</strong>, nota nel circuito indipendente fin dal suo cortometraggio <em>Wasp</em> che nel 2005 vinse l&#8217;Oscar. Ricordiamo, tra gli altri, i due premi della giuria al Festival di Cannes, nel 2006 per <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=44264" target="_blank"><em>Red Road </em></a>e nel 2009 proprio per <em>Fish Tank</em>, che forse non raggiunge il precedente, ma merita comunque il riconoscimento. Tra gli altri vincitori di questa edizione, la <strong>Menzione speciale per il lungometraggio</strong> va al belga <strong>Erik Lamens per <a href="http://www.smrechter.com/en/" target="_blank">SM-Rechter</a></strong>, che racconta della relazione sadomaso tra il giudice belga Koen A. e la moglie. Un film su un amore messo duramente alla prova che trova la forza di reagire. Ad affrontare il difficile rapporto con la sessualità è anche<strong> <em><a href="http://www.amoreliquidoilfilm.com/" target="_blank">Amore liquido</a></em> di Marco Luca Cattaneo</strong> a cui viene risconosciuto il <strong>Premio per il miglior lungo italiano</strong>. Un uomo affetto da pornodipendenza incontra una ragazza madre che gli stravolgerà la vita, sullo sfondo di una Bologna fantasma. <strong>Menzione speciale  Opera prima italiana a Edoardo Leo </strong>per<strong> <em>18  anni dopo</em></strong>, <strong>Premio New Vision 2010</strong> al docu-film<strong> <em>Disco &amp; Atomic War</em> </strong>di Jaak Kilmi e Kiur Aarma. Per maggiori info e tutte le premiazioni: <a href="http://www.riff.it/" target="_blank">www.riff.it</a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xWp41_rZpMU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/xWp41_rZpMU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Festival del cinema europeo. 13/18 aprile 2010, Lecce.</strong><br />
Considerato ormai tra gli appuntamenti più interessanti per il cinema europeo, ha posto quest&#8217;anno grande attenzione alla <strong>cinematografia turca</strong> dedicandogli la <strong>Rassegna di cinema euromediterraneo</strong> e quella dei <strong>Protagonisti del cinema europeo</strong>, che si sofferma sulla figura di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Y%C4%B1lmaz_G%C3%BCney" target="_blank"><strong>Yilmaz Güney</strong></a>, punto di riferimento nel cinema e nella cultura turca. Interessanti anche le altre rassegne, una dedicata a <strong>Carlo Verdone</strong>, l&#8217;altra ai <strong>documentari</strong> incentrati sul tema dell&#8217;omofobia. Tra i 10 film in concorso, si è aggiudicato l&#8217;<strong>Ulivo d&#8217;oro <em><a href="http://www.desperadosontheblock.com/NEWS/NEWS.html" target="_blank">Desperados on the block</a> </em></strong>del polacco<strong> Tomasz Emil Rudzik</strong>, che dedica il suo primo lungometraggio alle vite estranee di giovani condomini che fanno dell&#8217;ascensore il loro unico motivo d&#8217;incontro, persone che abitano lo stesso &#8220;Block&#8221;, proprio come nell&#8217;esperianza reale del giovane regista. Premio per la <strong>Migliore Cinematografia</strong>, a <strong><a href="http://festivaldelcinemaeuropeo.it/it/film/430" target="_blank"><em>9 06</em></a> </strong>del regista e sceneggiatore sloveno <strong>Igor Šterk</strong>. Il film è stato il più premiato del circolo dei festival sloveni di quest&#8217;anno. Un giallo che è espediente per trattare un tema alquanto delicato in Slovenia, quello del suicidio. Premio per la <strong>Migliore Sceneggiatura</strong>, all&#8217;irlandese <strong>Guy Hibbert </strong>che ha scritto <strong><a href="http://festivaldelcinemaeuropeo.it/it/film/431" target="_blank"><em>Five minutes of heaven</em></a> di Oliver Hirschbiegel</strong>. Interpretato da <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=6822" target="_blank">Liam Neeson</a>, affronta il difficile tema del perdono e le sorprese che la vita può riservare. <strong>Premio Speciale della Giuria</strong> al già citato<em><strong> 9 06</strong></em> e a <a href="http://festivaldelcinemaeuropeo.it/it/film/436" target="_blank"><strong><em>Yo, también</em></strong></a> degli spagnoli <strong>Álvaro Pastor e Antonio Naharro</strong>, che racconta con intelligenza una storia delicata. Il film si aggiudica anche il premio speciale del pubblico. Per maggiori info: <a href="http://festivaldelcinemaeuropeo.it/" target="_blank">festivaldelcinemaeuropeo.it</a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JRiIvT7BR0k&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/JRiIvT7BR0k&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Linea d&#8217;Ombra-Festival culture giovani. 13/18 aprile 2010, Salerno.</strong><br />
Giunto alla sua XV edizione, si propone come &#8220;<strong>occasione d’incontro e incrocio di più culture</strong>, luogo di scambio d’esperienze e di formazione&#8221; attraverso le varie forme d&#8217;arte e in particolare il cinema, la performing art e la musica. Quest&#8217;anno il tema guida è stato l&#8217;<em>identità</em>. Per il cinema, <strong><strong><strong>Passaggi d&#8217;Europa</strong> </strong></strong>ha visto gareggiare 6 lungometraggi di giovani registi alla prima o seconda opera. Ad aggiudicarsi il primo premio è stato<strong><strong> <em><a href="http://www.festivalculturegiovani.it/Popup/PassaggiEuropa/ita/Film3.htm" target="_blank">Friendship!</a></em> </strong></strong>del tedesco <strong><strong>Markus Goller. </strong></strong>E&#8217; la storia di due ragazzi che nel 1989, appena dopo la caduta del muro, partono per San Francisco alla ricerca del padre. L&#8217;altra sezione, <strong>CortoEuropa</strong>, ha premiato tra i 25 concorrenti, come miglior corto europeo, <em><a href="http://www.jaccosfilm.com/Jaccos_Film/news.html" target="_blank"><strong>Jacco’s Film</strong></a></em> corto di laurea dell&#8217;olandese<strong> Daan Bakker</strong>. Per l&#8217;Italia vince <strong><a href="http://www.festivalculturegiovani.it/Popup/CortoEuropa/Ita/Film18.htm" target="_blank"><em>Stato privato</em></a> di Luigi Marmo</strong>. La sezione fuori concorso è stata dedicata al <strong>cinema rumeno contemporaneo</strong>. Tra i film proposti <a href="http://www.speropoli.it/2010/02/15/il-concerto-di-radu-mihaileanu/" target="_self"><em>Il concerto</em></a> di Radu Mihaileanu e <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=47292" target="_blank"><em>4 mesi, 3 settimane, 2 giorni</em></a> di Cristian Mungiu. Un&#8217;iniziativa originale è, poi, <strong>La notte dei mutanti</strong> in cui vengono selezionati 100 spettatori disposti a trascorrere l’intera notte guardando una selezione di film che hanno come tema la mutazione. Per maggiori info: <a href="http://www.festivalculturegiovani.it/" target="_blank">www.festivalculturegiovani.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.speropoli.it/2010/06/01/festival-aprile-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>News dai festival, marzo 2010</title>
		<link>http://www.speropoli.it/2010/04/23/news-dai-festival-marzo-2010/</link>
		<comments>http://www.speropoli.it/2010/04/23/news-dai-festival-marzo-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 16:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[.festival di cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo film meeting]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasy horror award]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[festival del cinema africano]]></category>
		<category><![CDATA[Korea film fest]]></category>
		<category><![CDATA[Movies that matter festival]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.speropoli.it/?p=811</guid>
		<description><![CDATA[Brevissime sui festival del mese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong><strong></strong><strong>KOREA FILM FEST.</strong> 12/20 marzo 2010, Firenze.<br />
L&#8217;ottava edizione delle rassegna internazionale di cinematografia sud-coreana, ha aperto le danze con la proiezione di un film che in patria ha riscosso un grande successo di botteghino, <strong><a href="http://www.jump2009.co.kr/" target="_blank"><em>Take Off</em></a> di Kim-Yong-hwa</strong>, che vede come protagonista la squadra di salto con gli sci coreana che ha partecipato alle Olimpiadi Invernali di Nagano. Di particolare intresse <strong>le due rassegne, una dedicata a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Heo_Jin-ho">Hur Jin-ho</a></strong>, tra i registi più apprezzati, e <strong>l&#8217;altra all&#8217;horror coreano</strong>. Se la prima vede un susseguirsi di film delicati e melodrammatici che indagano temi come l&#8217;amore e il mutare dei sentimenti (tra i titoli più interessanti <em> Christmas in august</em>, <em>April snow</em> e <em>One fine spring day</em>), la seconda spinge in direzione opposta, andando a proporre gli horror più recenti e pescando qualcosa dal passato, come nel caso di  <em>Whispering corridors</em> di <a href="http://www.cinemacoreano.it/registi/park_ki_hyung.htm" target="_blank">Park Ki-hyung</a>, regista noto per l&#8217;ambientazione liceale dei suoi film e per l&#8217;implicita denuncia dei contesti adolescenziali coreani, spesso troppo violenti e costrittivi. Ospite d&#8217;eccezione Dario Argento. Ed eccoci alle sezioni competitive, <strong>Orizzonti coreani</strong> e <strong>Independent Korea</strong>. Il pubblico ha premiato l&#8217;anteprima italiana <strong><em>Mother</em> di <a href="http://www.cinemacoreano.it/registi/bong_joon_ho.htm" target="_blank">Bon Joon-ho</a></strong> considerato uno tra i migliori registi asiatici in circolazione. Un film su un amore matero così estremo da portare alla totale cecità. La giuria premia invece <strong><em>My dear enemy</em> di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lee_Yoon-ki" target="_blank">Lee Yoon-ki</a></strong>, film ispirato ad un racconto dello scrittore giapponese Azuko Taira.</p>
<p><object width="500" height="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sLlnimtpFh0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/sLlnimtpFh0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="300"></embed></object></p>
<p><strong>BERGAMO FILM MEETING.</strong> 6/14 marzo 2010, Bergamo.<br />
Il festival, alla XXVIII edizione, ha riconfermato il suo valore nel panorama italiano come <strong>Mostra internazionale del cinema d&#8217;essai.</strong> Tra gli eventi più importanti la <strong>retrospettiva dedicata a <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=776" target="_blank">Jean Gabin</a> </strong>e quella incentrata sulla figura della <strong>Dark lady nel cinema americano degli anni &#8216;40 e &#8216;50</strong>. La sezione dedicata ai documentari dal titolo Visti da vicino, e chiaramente la sezione del concorso. In gara 7 film di recente produzione, diretti da giovani registi alla prima o seconda opera. Il primo premio, tutto meritato, va a <strong>Miika Soini</strong>, il finlandese 37enne, che con <strong><a href="http://www.bergamofilmmeeting.it/index.php?scheda&amp;1937" target="_blank"><em>Thomas</em></a></strong>, film minimalista e forte, affronta temi delicati come la solitudine e la vecchiaia. Il secondo va alla pellicola italiana <strong><a href="http://www.bergamofilmmeeting.it/index.php?scheda&amp;1933" target="_blank"><em>La piccola A</em></a></strong>, un film <strong>di Salvatore D’Alia e Giuliano Ricci</strong>, e il terzo a <strong><a href="http://www.bergamofilmmeeting.it/index.php?scheda&amp;1930" target="_blank"><em>Somaro</em></a></strong> del regista serbo-croato <strong>Antonio Nuić</strong>. Particolare attenzione alla rassegna <strong>Aria fresca: il nuovo cinema ungherese,</strong> che in questi ultimi anni sembrerebbe vivere una nuova ondata di vitalità. Vero è che quella ungherese è una cinematografia poco conosciuta, ma che è sempre stata molto attiva e florida, attenta a nuove intuizioni e messe in discussione. Si può comunque affermare che una nuova generazione di giovani cineasti si sta facendo notare per innovazione stilistica, profondità tematica e rara maestria. Solo per fare alcuni nomi,<strong> György Pálfi, Aaron Matyassy, Szabolcs Hajdu.</strong></p>
<p><object width="500" height="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7vKW6J0yeeM&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7vKW6J0yeeM&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="300"></embed></object></p>
<p><strong>FANTASY HORROR AWARD.</strong> 19/21 marzo, Orvieto.<br />
Alla sua prima edizione, il festival, interamente gratuito, ha riscosso un ottimo successo di pubblico. Tra gli ospiti più illustri Dario Argento, Carlo Lucarelli e il regista spagnolo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jaume_Balaguer%C3%B3" target="_blank">Jaume Balaguerò</a> (solo per citarne alcuni, <em>Darkness</em> e <em>Rec</em>). Tra i giudici, Lamberto Bava e Ruggero Deodato. <strong>Premio alla carriera per l&#8217;interprete di Freddy Krueger, Robert Englund, e per il regista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brian_Yuzna" target="_blank">Brian Yuzna</a>,</strong> tra i creatori del genere fantastic/horror. Fra le tante proposte del festival, spicca l&#8217;anteprima di <strong><em>The Fairy</em></strong>, pilota della serie horror <em>Fairytales</em>, di Christian Bisceglia e Ascanio Malgarini. Prima opera horror italiana in 3D che si aggiudica il <strong>premio come Miglior pilota</strong>. Il riconoscimento come <strong>Miglior film horror </strong>va a <strong><em>Rec 2</em> di Jaume Balaguerò e Paco Plaza</strong>, mentre come <strong>Miglior film fantasy </strong>vince <strong><em>Valhalla Rising</em> di Nicolas Winding Refn</strong>, film originale e coraggioso. Premio per la <strong>Migliore opera a basso costo</strong> va al corto <strong><em>Paris by Night of the Living Dead</em> di Gregory Morin</strong>, divertente zombie movie della durata di 12 minuti.<strong> </strong><strong><em>Shadow</em> di Federico Zampaglione</strong> ( sì, quello dei <a href="http://rockinroad.blogosfere.it/2007/03/tiromancino-lalba-di-domani-e-il-nuovo-album.html"><span style="text-decoration: underline;">Tiromancino</span></a>), già apprezzato in svariati festival internazionali, si aggiudica qui  il premio per la <strong>Miglior sceneggiatura</strong> e, insieme ad <strong>Antonio Monti </strong>per<strong> <em>Monkey Boy</em></strong>, il <strong>Premio speciale della giuria per il miglior regista</strong>. A <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dan_O%27Bannon" target="_blank"><strong>Dan O’Bannon</strong></a>, infine, il <strong>Premio Speciale alla regia</strong>.</p>
<p><object width="500" height="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3NL4OGu4Z30&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/3NL4OGu4Z30&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="300"></embed></object></p>
<p><strong>MOVIES THAT MATTER FESTIVAL.</strong> 25/31 marzo 2010, Den Haag.<br />
Successore dell&#8217;Amnesty International Film Festival, ha raggiunto quest&#8217;anno la cifra record di visitatori superando i 14.000. La sezione più importante è<strong> A matter of act</strong> che ha visto gareggiare 10 documentari incentrati su personaggi che hanno dedicato la propria vita alla difesa dei diritti umani come <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/cina-scontri/leader-uiguri/leader-uiguri.html" target="_blank">Rebiya Kadeer</a>, <a href="http://www.somaly.org/" target="_blank">Somaly Mam</a>, <a href="http://www.state.gov/s/gwi/iwoc/2010/bio/137495.htm" target="_blank">Shadi Sadr </a>e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Yes_Men" target="_blank">The Yes Men</a>. <strong>Vince il documentario dello spagnolo Alberto Arce, </strong><em><strong><a href="http://www.toshootanelephant.com/" target="_blank">To  Shoot an Elephant</a></strong>, </em>una delle poche testimonianze visive di quanto successo a Gaza tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009, quando Israele lanciò l’offensiva sulla Striscia. Il regista ha deciso di rilasciare il suo film sotto licenza <a href="http://www.creativecommons.it/" target="_blank">Creative Commons</a> per permettere a chiunque di scaricarlo legalmente. <strong>Menzione speciale a </strong><em><strong><a href="http://sarisoldiers.com/" target="_blank">The Sari  Soldiers</a> </strong></em><strong>di Julie Bridgham </strong>che ritrae 6 donne coraggiose nel loro tentativo di modellare il futuro del Nepal sullo sfondo della guerra civile tra forze militari e rivoltosi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maoista" target="_blank">maoisti</a>.<em> </em>Il premio alla persona (o organizzazione) è andato a <a href="http://www.state.gov/s/gwi/iwoc/2010/bio/137495.htm" target="_blank">Shadi Sadr</a> che combatte per i diritti delle donne in Iran. <strong>Camera Justitia Award </strong>ha visto gareggiare 7 documentari sul tema<strong> </strong>del diritto internazionale, della giustizia e della lotta contro l&#8217;impunità. <strong>Vince <a href="http://www.mugabeandthewhiteafrican.com/" target="_blank"><em>Mugabe and the White African</em></a> di Lucy Bailey e  Andrew Thompson</strong>, che parla della resistenza contro le espropriazioni della terra nello Zimbabwe. La scelta degli studenti (<strong>Students’ Choice Award</strong>) premia invece <strong><a href="http://www.reporterfilm.com/eric.html" target="_blank"><em>Reporter</em></a> di Eric Daniel Metzgar</strong> (due volte premio Pulitzer), che racconta il drammatico impatto della guerra civile nella Repubblica Democratica del Congo, ed è anche un&#8217;esplicita richiesta per un giornalismo più attento e accurato. Il <strong>MovieSquad  All Rights Award</strong> (la MovieSquad è una squadra di 5 ragazzi tra i 16 e i 20 anni)<strong> è stato vinto da <em><a href="http://www.mymovies.it/film/2009/igattipersiani/" target="_blank">No One Knows About Persian  Cats</a> </em>dell&#8217;iraniano Bahman Ghobadi </strong>già vincitore di <em>Un Certain Regard</em> a Cannes 2009. E&#8217; stato inoltre nominato per essere incluso in uno dei programmi di formazione dell&#8217;EYE Film Institute Netherlands. Il film, girato di nascosto in due settimane, è uno spaccato sulla vita dei giovani iraniani che attraverso la musica cercano libertà ed espressione. Il premio del pubblico, <strong>VARAgids Audience Award</strong>, va a <strong><em><a href="http://www.tibetinsong.com/" target="_blank">Tibet in Song</a> </em>di  Ngawang Choephel</strong> un film che parte dalla cultura musicale tibetana per raccontare l&#8217;impatto dei 50anni di oppressione del Tibet-cinese.</p>
<p><strong>FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D&#8217;ASIA E AMERICA LATINA.</strong><br />
15/21 marzo 2010, Milano.<br />
Per maggiori info sul festival: <a href="http://www.speropoli.it/2010/03/13/20-festival-cinema-africano-asia-america-latina/" target="_self">20° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina</a>. Vediamo qui le premiazioni. Come <strong>Miglior lungometraggio</strong> (sezione Finestre sul mondo), <strong><a href="http://www.nonsolocinema.com/INCONTRO-CON-LA-REGISTA-DI-UNE-VIE_19825.html" target="_blank"><em>Une vie toute neuve</em></a> di Ounie Lecomt</strong>, alla sua opera prima con una storia autobiografica di abbandono e solitudine. Una <strong>menzione speciale </strong>va a<strong> <a href="http://www.festivalcinemaafricano.org/index.php?pag=vis_film&amp;id_film=690" target="_blank"><em>La mosca en la ceniza</em></a> di Gabriela David</strong> che affronta il dramma della tratta delle donne e della prostituzione. Il riconoscimento come <strong>Miglior Film Africano del Festival</strong> va a<strong> <a href="http://www.cinemafrica.org/spip.php?article875" target="_blank"><em>Dowaha</em></a> </strong>della regista tunisina <strong>Raja Amari </strong>che con un thriller al femminile racconta e riflette sulla difficile condizione femminile. Doppia vittoria per il <strong>Concorso  Documentari</strong>. Vincono <strong><a href="http://www.festivalcinemaafricano.org/index.php?pag=vis_film&amp;id_film=685" target="_blank"><em>Zahra</em></a> di Mohammad Bakri e<em> <a href="http://www.festivalcinemaafricano.org/index.php?pag=vis_film&amp;id_film=680" target="_blank">Un conte de faits</a></em> di Hichem Ben Ammar</strong>. Il Premio per il <strong> Miglior Cortometraggio Africano </strong>va a<em> <a href="http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=13&amp;art=5348" target="_blank"><strong>Un  transport en commun</strong></a>,</em> musical senegalese di <strong>Dyana Gaye </strong>e una <strong>menzione speciale</strong> a <strong><a href="http://www.festivalcinemaafricano.org/index.php?pag=vis_film&amp;id_film=661" target="_blank"><em>Atlantiques</em></a> di Mati Diop.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.speropoli.it/2010/04/23/news-dai-festival-marzo-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>20° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina</title>
		<link>http://www.speropoli.it/2010/03/13/20-festival-cinema-africano-asia-america-latina/</link>
		<comments>http://www.speropoli.it/2010/03/13/20-festival-cinema-africano-asia-america-latina/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 15:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
				<category><![CDATA[.festival di cinema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.speropoli.it/?p=686</guid>
		<description><![CDATA[Il 15 marzo 2010, a Milano, il FCAAAL compie il suo ventesimo compleanno; con una sfilata di concorsi, lungometraggi e documentari...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" title="fcaaal" src="http://www.speropoli.it/wp-content/uploads/2010/03/fcaaal.jpg" alt="fcaaal" height="320" />Nel 1991 qualcuno decise di dare visibilità agli invisibili e la cinematografia africana cominciò a circolare anche dalle nostre parti. Da allora noi tutti siamo un po’ più ricchi.</p>
<p><strong>Pellicole nuove, poco conosciute si aggirano sui nostri schermi</strong>, tra i nostri cinema. Il <a href="http://www.coeweb.org/" target="_blank">COE</a>, il centro Orientamento Educativo (un&#8217;associazione di laici volontari cristiani impegnati in Italia e in altri Paesi del mondo), ci crede &#8211; perché dar voce a chi ha tanto da dire e voce non ha, è possibile &#8211; e con tenacia semina, promuovendo in bello stile la cultura del <strong>Sud del Mondo</strong>. Che dire? Grazie. Sarebbe ora che ci credessimo di più anche noi.</p>
<p>Da qualche tempo <strong>al <a href="http://www.festivalcinemaafricano.org/" target="_blank">FCAAAL</a> ci sono pure profumi d’Asia e America Latina</strong>. Un festival davvero prezioso che questo 15 marzo (tra pochissimo!), a Milano, compie il suo ventesimo compleanno; con una sfilata di concorsi, lungometraggi e documentari, quest’anno arricchita anche dall’International Film Festival di Rotterdam che interverrà con uno stupendo focus dedicato interamente all’Africa. Una vasta selezione di film raccolti dal mondo del cinema indipendente africano e una rassegna con numerose opere girate da registi asiatici e occidentali in collaborazione con registi africani. Un viaggio esplorativo, attraverso lo sguardo di chi sa ancora osservare e riesce ancora a stupirsi, un teatro di emozioni.</p>
<p>E in attesa dei mondiali, &#8220;<strong>Africa nel pallone</strong>”,  un’intera sezione dedicata al cinema e al calcio con i film più significativi degli ultimi anni che hanno espresso al meglio il controverso rapporto tra il paese e questo sport.</p>
<p>Da ultimo i fuori concorso che quest’anno vedranno in primo piano molti registi italiani, con opere rivolte ai tre continenti protagonisti del Festival. Tema centrale: l’immigrazione nel nostro paese. Abbracciando lo slogan &#8220;<strong>Il Razzismo è una brutta storia</strong>&#8220;, il festival parteciperà inoltre alla campagna lanciata dalla Feltrinelli contro il razzismo con una sezione di film ispirati al tema e una serie di incontri ed eventi.</p>
<p>Ancora una volta zone d’ombra illuminate dalle sale a luci spente.</p>
<p>La manifestazione si svolgerà a <strong>Milano dal 15 al 21 marzo 2010</strong>. Il <strong>biglietto singolo</strong> costa <strong>5 euro</strong> e la <strong>tessera</strong> valida <strong>per tutte le proiezioni 25 euro</strong> (15 euro per gli studenti, per gli over 65, per i titolari di Carta Più &#8211; Feltrinelli). Tutti i film sono sottotitolati o tradotti in italiano. Per i film in concorso è prevista la presenza del regista.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: center;">In video <strong>G8 Song</strong> degli <a href="http://fra.powos.org/Send-Modify/G8-Song" target="_blank">HopeRaisers</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.speropoli.it/2010/03/13/20-festival-cinema-africano-asia-america-latina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Oscar 2010: vince The hurt locker</title>
		<link>http://www.speropoli.it/2010/03/12/oscar-2010-vince-the-hurt-locker/</link>
		<comments>http://www.speropoli.it/2010/03/12/oscar-2010-vince-the-hurt-locker/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 12:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[.festival di cinema]]></category>
		<category><![CDATA[academy awards]]></category>
		<category><![CDATA[festival cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Kathryn Bigelow]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[The hurt locker]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.speropoli.it/?p=643</guid>
		<description><![CDATA[A pochi gioni di distanza da quello che viene definito il più importante premio cinematografico del mondo, qualche osservazione nasce spontanea...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi gioni di distanza da quello che viene definito il più importante premio cinematografico del mondo, qualche osservazione nasce spontanea:</p>
<p><strong>per la prima volta nella storia degli Oscar, la statuetta è andata in premio a una regista donna, Kathryn Bigelow.</strong> Qualcuno si stupirà ancora a sentire che è la regista, tra gli altri, di <em>Point break</em>. Definita profonda e attenta nei contenuti, quanto svelta e frammentaria nell&#8217;immagine, la Bigelow vince come miglior regia con il suo <strong><em>The Hurt Locker </em>che si aggiudica il premio anche come miglior film</strong>.  A questa prima novità da contrappasso fa che a vincere è un film sulla guerra sporca, quella degli americani. Da questo punto di vista non è certo il primo ad aggiudicarsi il riconoscimento. Ricordiamo<em> Il cacciatore</em> di Michael Cimino o <em>Apocalipse now</em> di Coppola. Tra tutti l&#8217;aspetto forse più interessante è che a vincere è un film indipendente e low budget che esce dal flusso mainstream delle major. Si aggiudica inoltre Miglior sceneggiatura originale, montaggio, suono e montaggio sonoro.</p>
<p><strong><em><a href="http://www.speropoli.it/2010/01/21/allucinazioni-avatar/" target="_self">Avatar</a> </em></strong>che era tra i favoriti <strong>porta a casa scenografia, fotografia (un merito tutto italiano) ed effetti speciali</strong>, ciò che in effetti merita. Delusione per Cameroon che si fa soffiare la statuetta dall&#8217;ex-moglie.</p>
<p><strong>Per gli attori è una conferma dei precedenti <a href="http://www.speropoli.it/2010/01/20/golden-globe-awards-2010/" target="_self">Golden Globes</a>, troneggiano Jeff Bridges per </strong><em><strong>Crazy Heart</strong></em> (che vince anche per la miglior canzone originale)<strong> e Sandra Bullock per <em>The Blind side</em></strong> (buffa casualità che per <em>All About Steve</em> si sia aggiudicata, la notte prima degli Oscar, il Razzie &#8211; o &#8220;pernacchia&#8221; &#8211; come peggior attrice dell&#8217;anno). Idem per gli <strong>attori non protagonisti, Christoph Waltz per<a href="http://www.speropoli.it/2010/03/01/bastardi-senza-gloria-di-quentin-tarantino/" target="_self"> </a></strong><em><a href="http://www.speropoli.it/2010/03/01/bastardi-senza-gloria-di-quentin-tarantino/" target="_self"><strong>Bastardi senza gloria</strong></a> </em>(questa volta presente) <strong>e Mo&#8217;Nique per Precious.</strong></p>
<p><strong>Miglior film di animazione <em>Up</em></strong>, che riceve la statuetta anche per la<strong> miglior colonna sonora</strong>.<strong> </strong>Miglior trucco<strong> </strong>a Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per <em>Star Trek</em> e per i costumi, Sandy Powell con <em>The Young Victoria</em>.</p>
<p><strong>Un&#8217;altra interessante sorpresa è stato il miglior film straniero, <em>El Secreto de Sus Ojos</em> di Juan José Campanella</strong>, quando in tanti si aspettavano un ennesimo riconoscimento per <em>Il nastro bianco</em>, o che al massimo la statuetta andasse a<em> Il profeta </em>di Jacques Audiard (9 César e Gran Premio della Giuria a Cannes).</p>
<p><strong>Il riconoscimento per il miglior documentario va a <em>The Cove </em> diretto da Louie Psihoyos.</strong> Un film controverso e coraggioso che denuncia il maltrattamento e il massacro dei delfini in una laguna del Giappone.</p>
<p><strong>Miglior corto<em> </em><a href="http://www.thenewtenantsfilm.com" target="_blank"><em>The new tenants</em></a> di Joachim Back e Tivi Magnusson</strong>. Tre uomini del tutto diversi si riscoprono uniti da un unico desiderio di vendetta per un film divertente, cupo e romantico al tempo stesso. <strong>Miglior corto di animaione è quello del <a href="http://www.h5.fr/" target="_blank">collettivo francese di grafica e animazione H5</a>, <em>Logorama</em></strong>. Inseguimenti, rapine, delirio per le strade di una città in cui tutto è marchio o insegna pubblicitaria.</p>
<p>Qualche tono da soap e poche sorprese per una notte comunque emozionante che non perde mai il suo fascino, tutto hollywoodiano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.speropoli.it/2010/03/12/oscar-2010-vince-the-hurt-locker/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>BERLINALE 2010: il trionfo del cinema non occidentale</title>
		<link>http://www.speropoli.it/2010/02/23/berlinale-2010-il-trionfo-del-cinema-non-occidentale/</link>
		<comments>http://www.speropoli.it/2010/02/23/berlinale-2010-il-trionfo-del-cinema-non-occidentale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 14:32:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[.festival di cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Bal]]></category>
		<category><![CDATA[Berlinale]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Orso d'oro]]></category>
		<category><![CDATA[Roman Polanski]]></category>
		<category><![CDATA[Semih Kaplanoglu]]></category>
		<category><![CDATA[The Ghost Writer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.speropoli.it/?p=585</guid>
		<description><![CDATA[La Berlinale festeggia i suoi 60 anni con un'edizione che, a detta di alcuni, pare essere stata in tono minore rispetto all'elevata qualità cinematografica cui aveva ormai abituato i suoi fedelissimi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full" title="berlinale" src="http://www.speropoli.it/wp-content/uploads/2010/02/berlinale.gif" alt="berlinale" /></strong></p>
<p><strong>La Berlinale festeggia i suoi 60 anni con un&#8217;edizione che, a detta di alcuni, pare essere stata in tono minore rispetto all&#8217;elevata qualità cinematografica cui aveva ormai abituato i suoi fedelissimi. </strong>Purtroppo a noi non è dato di verificarlo e sinceramente, dando un&#8217;occhiata ai trailer dei film, mi sembrano tutti meritevoli di interesse. Quello che però mi risulta evidente considerando i titoli e i nomi dei registi premiati, è che difficilmente queste pellicole arriveranno nelle sale italiane (la tv non è neppure da considerare&#8230;!). Il motivo è semplice: sono per lo più opere di cinematografie da noi poco frequentate, come quella orientale, turca, russa e rumena (che sta vivendo un periodo di enorme vitalità).</p>
<p>L&#8217;unico che quasi sicuramente sarà accessibile a tutti è il film di <strong>Roman Polanski</strong>, artista dalla biografia tormentata e piena di colpi di scena, proprio come le sue pellicole.<strong> <em>The Ghost Writer</em></strong>, <strong>ispirato al libro di <a href="http://www.booksweb.tv/content/show/ContentId/180" target="_blank">Robert Harris</a>, ha ottenuto </strong>infatti l&#8217;<strong>orso d&#8217;argento</strong> <strong>per la miglior regia</strong>. Già noto al pubblico di tutto il mondo per le sue pellicole sempre aperte al lato oscuro dell&#8217;uomo, Polanski si è qui cimentato in un thriller sugli intrighi internazionali. Il protagonista è un giovane (Ewan McGregor) chiamato da un ex primo ministro britannico (Pierce Brosnan) a raggiungerlo su un isola degli Stati Uniti per scrivere la sua autobiografia. Il precedente scrittore pare però essere morto in circostanze misteriose e l&#8217;ex ambasciatore stesso rivelerà progressivamente un passato inquietante. Le premesse per un thriller ci sono già tutte: morti, pericolose informazioni segrete, intrighi internazionali (CIA e terrorismo sopra tutti), una figura oscura e minacciosa che rivelerà solo progressivamente la sua storia e soprattutto l&#8217;impossibilità per il protagonista di fuggire dall&#8217;isola.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jQApX6HezMU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/jQApX6HezMU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>A vincere l&#8217;<strong>orso d&#8217;oro</strong> è invece il film <strong><em>Bal </em>(<em>Honey</em>) del regista turco Semih Kaplanoglu</strong>, l&#8217;ultimo di una trilogia a ritroso nella vita di Yousuf. Qui viene narrata la sua infanzia e soprattutto la scomparsa di suo padre, il tutto con un lirismo che ha affascinato la squadra dei giurati, capitanati da <a href="http://minimaetmoralia.minimumfax.com/2009/09/16/herzog-remixed/" target="_blank">Werner Herzog</a>, e portato <em>Bal</em> a ottenere il premio più prestigioso del festival.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="418" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tqeTqmfjOOg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="418" src="http://www.youtube.com/v/tqeTqmfjOOg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il <strong>gran premio della giuria</strong> è andato a <strong><em>Eu cand vreau sa fluier, fluier</em> (<em>If I Want To Whistle, I Whistle</em>) di Florin Serban</strong>, <strong>che ha anche vinto il premio Alfred Bauer per l&#8217;opera più innovativa,</strong> con una storia che racconta gli ultimi giorni in un centro di rieducazione di un giovane rumeno. D&#8217;improvviso la situazione inizierà a degenerare e il ragazzo, da mite e accondiscentente, inizierà a dare forma a tutta la sua rabbia e disperazione.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="418" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MeXrKSR1Mqo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="418" src="http://www.youtube.com/v/MeXrKSR1Mqo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Orso d&#8217;argento per la </strong><strong>miglior sceneggiatura ai due cinesi Wang Quan&#8217;an e Na Jin, per <em>Tuan Yuan</em> (<em>Apart Togheter</em>)</strong>. La storia ha come spunto iniziale un evento storico: la guerra civile del 1927 che vide la Cina scindersi in due fronti. Chi si oppose a Mao dovette nel &#8216;49 chiedere asilo a Taiwan, abbandonando la famiglia e perdendo ogni speranza di poterli rivedere e tornare in patria. Tra questi c&#8217;è anche il protagonista, che a distanza di quasi cinquant&#8217;anni riuscirà a ritornare a Shangai per chiedere alla donna da lui sempre amata di seguirlo a Taiwan. Entrambi però si sono creati una nuova famiglia, e anche l&#8217;aver vissuto una vita intera in paesi con una modernizzazione ed evoluzione sociale completamente diversa peserà sull&#8217;evoluzione della loro difficile storia d&#8217;amore.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="418" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ir4fby55EzI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="418" src="http://www.youtube.com/v/ir4fby55EzI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Tra le attrici, spicca <strong>Shinobu Terajima</strong>, vincitrice dell&#8217;orso d&#8217;argento per la sua interpretazione in <em>Caterpillar</em> di Koji Wakamatsu, nel ruolo di una moglie che si troverà costretta a riaccogliere a casa il marito, tornato mutiliato di gambe e braccia dalla guerra sino-giapponese del 1940.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="418" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WquBlPppWvo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="418" src="http://www.youtube.com/v/WquBlPppWvo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ex aequo invece per i due protagonisti maschili di <em>Kak ya provel etim letom</em> (<em>How I Ended This Summer</em>) di Alexei Popogrebsky: <strong>Grigori Dobrygin e Sergei Puskepalis</strong>, in una storia ambientata tra i ghiacci. Una pellicola che ha anche vinto l&#8217;<strong>Orso d&#8217;argento per lo “straordinario contributo artistico”.</strong></p>
<p>Da segnalare è infine la struttura che da qualche anno affianca il festival, ovvero la <strong>Berlinale Talent Campus</strong>, che accoglie numerosi incontri con registi e artisti del settore cinematografico, mettendo anche on line alcuni di questi interventi. Il tutto, (attualmente aggiornato al 2009) accessibile gratuitamente al link <a href="http://tdb.berlinale-talentcampus.de/campus/program/telelectures?year=2009" target="_blank">http://tdb.berlinale-talentcampus.de/campus/program/telelectures?year=2009</a></p>
<p>P.S. Chiunque avrà modo di vedere anche uno solo di questi film è gentilmente pregato di darmene notizia&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.speropoli.it/2010/02/23/berlinale-2010-il-trionfo-del-cinema-non-occidentale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sundance film festival 2010</title>
		<link>http://www.speropoli.it/2010/02/09/sundance-film-festival-2010/</link>
		<comments>http://www.speropoli.it/2010/02/09/sundance-film-festival-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 11:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[.festival di cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Sundance film festival]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.speropoli.it/?p=535</guid>
		<description><![CDATA[Ecco che cosa ci ha regalato quest’anno il Sundance, che vede tra i vincitori dei principali premi conferiti dalla Gran Giuria: Winter’s Bone di Debra Granik, per il Miglior Film Drammatico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Park City, Utah (21 &#8211; 31 Gennaio)</p>
<p><strong>Sì è chiuso da pochi giorni l’attesissimo Sundance Film Festival 2010. </strong>Cosa lo rende così atteso e famoso? Alcuni semplici motivi: è il più importante festival per il cinema indipendente americano (e non solo), un laboratorio creativo da cui Hollywood ha poi attinto molte delle sue leve; da molti anni ha come presidente niente po’ po’ di meno che il famosissimo e impegnatissimo Robert Redford (è anche giurato della sezione “Documentari”); da qui è partita la fama di registi quali Robert Rodriguez,<a href="http://www.speropoli.it/2009/12/06/quentin-tarantino-r-evolution/" target="_self"> Quentin Tarantino</a>, Paul Thomas Anderson, Steven Soderbergh e la lista potrebbe continuare a lungo, con pellicole che sono arrivate anche agli Oscar. Un recente esempio tra tutti è <em>Precious</em>, vincitore al Sundance 2009 di tre importanti riconoscimenti (premio del pubblico, Gran Premio della Giuria e premio speciale per l’interpretazione dell’attrice protagonista, <a href="http://www.speropoli.it/2010/01/20/golden-globe-awards-2010/" target="_self">Mo’Nique</a>) e ora candidato all’Oscar 2010 con ben 6 nomination (Miglior film, Miglior attrice protagonista, Miglior regista, Miglior sceneggiatura non originale, Miglior attrice non protagonista, Miglior montaggio). Una pellicola che non è ancora arrivata in Italia ma, ammettiamolo, l’attesa inizia a farsi sentire.</p>
<p>Ad ogni modo, <strong>ecco che cosa ci ha regalato quest’anno il Sundance</strong>, che vede tra i vincitori dei principali premi conferiti dalla Gran Giuria:<strong> <em>Winter’s Bone </em>di Debra Granik, per il Miglior Film Drammatico</strong>. Tratto dall’opera di Daniel Woodrell, parla di una giovane adolescente del Missouri che affronterà un lungo viaggio per riportare a casa il padre, in fuga dalla polizia. Nella sezione Documentari invece trionfano <strong>Sebastian Junger e Tim Hetherington</strong>, con il loro <em><strong>Restrepo</strong></em>. Per un anno i due autori hanno seguito un plotone di soldati americani in missione in Afghanistan, un’esperienza sulla guerra, così almeno dicono, tra le più intense e viscerali. Per la categoria pellicole internazionali, vince<strong><em> Animal Kingdom</em> di David Michod</strong>, come miglior film drammatico, una storia sulla malavita di Melbourne, in cui si troverà immischiato il giovane Joshua insieme alla sua famiglia. Il premio per il miglior documentario straniero va invece a<strong> Josh Radnor, Mads Brugger,</strong> con il suo<strong> <em>The Red Chapel</em></strong>, protagonisti un giornalista e un duo comico (di cui uno è mentalmente disabile) che dovranno fare uno spettacolo a Pyongyan: ufficialmente si tratta di un’opera commemorativa su un eroe nazionale, si rivelerà invece una performance in guerrilla-style contro le politiche oppressive del governo nord-coreano.</p>
<p>Seguendo le categorie del Grand Jury, <strong>anche il pubblico ha potuto esprimere il proprio parere</strong>, premiando così: Miglior film drammatico, <em>Happythankyoumoreplease</em> (di Josh Radnor), pellicola sulla vita di sei amici newyorkesi; Miglior documentario, <em>Waiting for superman </em>(di David Guggenheim) sulle difficoltà per milioni di bambini americani a poter accedere all’istruzione; per il Miglior film drammatico straniero vince Javier Fuentes-Leon, con il suo <em>Contracorriente</em> (Undertow); il pubblico infine ha premiato <em>Wasteland</em> di Lucy Walker come miglior documentario straniero. L’opera segue le orme di <a href="http://www.vikmuniz.net/" target="_blank">Vik Muniz</a>, famoso artista contemporaneo che trasforma i materiali trovati nella discarica di Jardim Gramacho (la più grande discarica del mondo sita nella periferia di Rio) in prodotti artistici.</p>
<p>Di seguito infine un rapido elenco delle altre categorie, come sempre divise tra “Drammatico” e “Documentario”:</p>
<ul>
<li> miglior regia a Eric Mendelsohn (<em>3 Backyards </em>- drama) e a Leon Cans (<em>Smash his camera</em> &#8211; doc)</li>
</ul>
<ul>
<li> miglior regia per film straniero a Juan Carlos Validivia (<em>Southern District</em> &#8211; drama) e a Christian Frei (<em>Space Tourist </em>- doc)</li>
</ul>
<ul>
<li> miglior sceneggiatura a Debra Granik e Anne Rossellini (<em>Winter’s Bone</em>)</li>
</ul>
<ul>
<li> miglior sceneggiature per film straniero a a Juan Carlos Validivia (<em>Southern District</em>)</li>
</ul>
<ul>
<li> miglior montaggio per documentario a Penelope Falk, per il film <em>Joan Rivers, a piece of work</em></li>
</ul>
<ul>
<li> miglior montaggio per documentario straniero invece a Joelle Alexis, per<em> A film unfinished</em></li>
</ul>
<ul>
<li> premio per l’eccellenza a Zack Mulligan (drama) e a Kirsten Johnson e Laura Poitras (doc)</li>
</ul>
<ul>
<li> i due premi speciali della giuria vanno invece ai documentari:<em> Gasland</em> di Josh Fox e <em>Enemies of the People</em>, diretto da Rob Lemkin e Thet Sambath.</li>
</ul>
<p><strong><br />
Da citare poi, per lo meno per lo scalpore mediatico creato attorno a sé, è il film <em>Buried</em>, dalla regia dello spagnolo Rodrigo Cortés</strong>. 94 minuti all’interno di una bara: un’ora e mezza claustrofobica per l’attore, Ryan Reynolds, e lo spettatore. La trama è a dir poco pretestuosa, ma il risultato pare essere entusiasmante: un autista americano in Iraq, in seguito a un attacco improvviso, si risveglia imprigionato in una bara. Ha con sé solo un accendino e un cellulare. I suoi carnefici gli hanno dato la possibilità di salvarsi, ma il tempo non è dalla sua parte. Tornando all’offerta del Sundance va detto che qui si ha un’interessante selezione di cortometraggi, molti recuperabili anche in rete, youtube compreso.</p>
<p><strong>E ora la domanda finale che dall’inizio di questo articolo ci tormenta (!?!): tra questi vincitori ci sarà un futuro nome della storia mondiale del cinema? </strong>“Ai posteri l’ardua sentenza”, direbbe il nostro caro Alessandro. Mentre a noi rimane il puro e meritato piacere di cercare prima e poi guardarli, nel buio di una sala o della propria stanza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.speropoli.it/2010/02/09/sundance-film-festival-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>21° Trieste film festival</title>
		<link>http://www.speropoli.it/2010/02/06/21-trieste-film-festival/</link>
		<comments>http://www.speropoli.it/2010/02/06/21-trieste-film-festival/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 20:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[.festival di cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema greco]]></category>
		<category><![CDATA[cinema russo]]></category>
		<category><![CDATA[cinema serbo]]></category>
		<category><![CDATA[Goran Paskaljevic]]></category>
		<category><![CDATA[Helena Třeštíková]]></category>
		<category><![CDATA[Theo Anghelopoulos]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste film festival]]></category>
		<category><![CDATA[Vladimir Paskaljević]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.speropoli.it/?p=466</guid>
		<description><![CDATA[Il vincitore del Concorso Internazionale Lungometraggi è La città del diavolo del regista serbo Vladimir Paskaljević. Uno spaccato urbano descritto con “coraggio e chiarezza”, una Belgrado senza Dio, ritratto della società serba contemporanea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 1989 è un anno importante per l’Europa dall’est</strong>: vede la caduta del muro di Berlino, l’assassinio di Ceauşescu, la Ceccoslovacchia che ridiventa uno stato democratico, l&#8217;articolo 6 della Costituzione sovietica, che definisce il ruolo del Partito comunista come guida della società, viene abolito. Ed è anche l’anno d’esordio del Trieste Film Festival che da allora si ripromise di indagare discreto i movimenti e le espressioni del cinema dell’Europa centro-orientale, inizialmente emarginato e censurato, in cui però si poteva già intravedere un fervore e una volontà di espressione e denuncia. Non a caso Trieste, città di confine che con i paesi d’oltre cortina ha una storia da condividere.</p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-488" href="http://www.speropoli.it/2010/02/06/21-trieste-film-festival/downloader/"><img class="size-full wp-image-488 alignright" style="border: 1px solid black; margin-left: 1px; margin-right: 1px;" title="21° Trieste film festival" src="http://www.speropoli.it/wp-content/uploads/2010/02/Downloader.jpg" alt="21° Trieste film festival" width="196" height="227" /></a>Si è conclusa il 28 gennaio la 21° edizione del festival</strong>, cresciuto negli anni per popolarità e qualità, osservatorio privilegiato per il cinema dell’Europa centro orientale in Italia. Curato dall’associazione Alpe Adria Cinema, come ogni anno ha visto un susseguirsi tra anteprime nazionali e internazionali, inediti, proiezioni di documentari e cortometraggi, incontri con grandi autori e critici. Tra gli altri, <strong>Theo Anghelopoulos</strong>, simbolo del movimento nato a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, che nel ’77 vinse l’Orso d’oro con i <em>I cacciatori</em>, film di denucia politica; e ricordato per <em>Il passo sospeso della cicogna</em>, realizzato con la coppia Mastroianni-Moreau. E <strong>Goran Paskaljevic</strong>, uno dei più importanti registi serbi, premiato al festival di Berlino già al suo primo lungometraggio, e consacrato con <em>La polveriera</em>.<br />
<strong>Tra le retrospettive di quest’anno Helena Třeštíková</strong> regista di documentari, che tra 2006 e 2007 è stata Ministro della Cultura della Repubblica Ceca. Nel 2008 con <em>René</em> vinse il premio per il Miglior Documentario della European Film Academy.</p>
<p><strong>Il vincitore del Concorso Internazionale Lungometraggi è <em>La città del diavolo</em> del regista serbo Vladimir Paskaljević</strong>. Uno spaccato urbano descritto con “coraggio e chiarezza”, una Belgrado senza Dio, ritratto della società serba contemporanea. Due menzioni per <em>Canino </em>del greco Yorgos Lanthimos e <em>Persone comuni</em> del serbo Vladimir Perišić. Il primo, già vincitore del festival di Cannes nella sezione &#8220;Un Certain Regard&#8221; è un film innovativo che ribadisce a livello linguistico i problemi sociali, in una sorta di commedia dell’assurdo. Il secondo, affronta con profondità un tema delicato e duro come la perdita dell’innocenza di giovani soldati.</p>
<p><strong>Il Premio del Concorso Internazionale Documentari è andato a <em>La donna con i 5 elefanti </em>di Vadim Jendreyko</strong> che si aggiudica anche il premio Alpe Adria Cinema. Biografia di Swetlana Gaier, considerata la maggiore traduttrice tedesca di letteratura russa, che grazie all’amore per il suo lavoro è riuscita a superare il dolore della guerra e dei campi di lavoro. Menzione speciale a <em>17 agosto</em> del russo Aleksandr Gutman per aver affronato con sensibilità e attenzione il delicato tema delle carceri. E a <em>La ragazza della ferrari dino </em>del ceco Jan Němec, un’autobiografia che si fonde con la storia del proprio paese, intessuta di richiami metalinguistici.</p>
<p><strong>Per il Concorso Internazionale Cortometraggi vince <em>Variazioni</em> dell’ungherese Krisztina Esztergályos</strong>. Premiati anche <em>Felicità</em> di Salomé Aleksi e <em>Istruzioni per l’uso</em> di Costas Yiallourides.</p>
<p><strong>Premio CEI va a <em>Drammi a est </em>del bulgaro di Kamen Kalev e per Zone di cinema il pubblico premia <em>Velma</em> di Piero Tomaselli</strong>, produzione cinematografica indipendente, girato nella laguna di Marano e recitato interamente in dialetto maranese.</p>
<p>Queste le novità più importanti del “cinema nuova Europa” secondo il Trieste film festival.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p>Per maggiori dettagli:</p>
<p><a href="http://www.triestefilmfestival.it/" target="_blank">http://www.triestefilmfestival.it/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.speropoli.it/2010/02/06/21-trieste-film-festival/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Golden Globe Awards 2010</title>
		<link>http://www.speropoli.it/2010/01/20/golden-globe-awards-2010/</link>
		<comments>http://www.speropoli.it/2010/01/20/golden-globe-awards-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 14:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ileana</dc:creator>
				<category><![CDATA[.festival di cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Avatar]]></category>
		<category><![CDATA[Golden Globe Awards]]></category>
		<category><![CDATA[James Cemeron]]></category>
		<category><![CDATA[premi cinematografici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.speropoli.it/?p=414</guid>
		<description><![CDATA[I Golden Globe Awards sono stati assegnati come di consueto durante il pranzo di gala al Beverly Hilton Hotel. Quest’anno a trionfare è stato Avatar di James Cameron che si è aggiudicato i due premi più importanti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zNqJWmbVjB4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/zNqJWmbVjB4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iJEGHS1eS3Q&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/iJEGHS1eS3Q&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><strong>I Golden Globe Awards</strong> sono stati assegnati come di consueto durante il pranzo di gala al Beverly Hilton Hotel. Premio nato nel ‘44 per il cinema, ed esteso nel ’56 alla televisione, ha una giuria composta da giornalisti iscritti all&#8217;HFPA (Hollywood Foreign Press Association), non da critici cinematografici. Ecco perché si ritiene che i Golden Globes siano spesso più sensibili ai fenomeni economici e mediatici piuttosto che agli aspetti prettamente artistici/cinematografici. Premessa necessaria. Ora vediamo i vincitori.</p>
<p>Quest’anno a trionfare è stato <strong><a href="http://www.speropoli.it/2010/01/21/allucinazioni-avatar/" target="_self"><em>Avatar</em> di James Cameron</a> </strong>che si è aggiudicato i due premi più importanti: <strong>miglior film drammatico e miglior regia</strong>. Avatar è senza dubbio un evento mediatico che passerà alla storia e un’esperienza sensoriale unica nel suo genere, rivoluzionaria nell’utilizzo del mezzo digitale. Non mi sentirei di aggiungere altro. Il globo per la <strong>miglior commedia</strong> va al divertente <strong><em>Una notte da leoni</em></strong>. <strong>Sandra Bullock</strong> vince il gloden globe come <strong>migliore attrice drammatica</strong> per l’interpretazione in <em>The Blind Side</em> ispirato alla storia vera di un ragazzo afro-americano che grazie all&#8217;aiuto di persone che credono in lui diventerà un campione di rugby. <strong>Miglior attore drammatico</strong> è <strong>Jeff Bridges</strong> nei panni di Bad Blake un cantante country con una triste storia alle spalle che ritroverà l’ispirazione grazie all’amore di una donna. Il film è <em>Crazy Heart</em> che vince anche per la <strong>miglior canzone originale</strong>, <strong>The Weary Kind</strong> di Ryan Bingham e T Bone Burnett. Per la <strong>migliore interpretazione in una commedia</strong> il riconoscimento (meritato) va a <strong>Meryl Streep</strong> per<em> Julie &amp; Julia</em>, la storia di due donne in carriera che decidono di riscattarsi ai fornelli. A sorpresa <strong>il rispettivo premio maschile</strong> va a <strong>Robert Downey Jr</strong> per il ruolo in <em>Sherlock Holmes</em>. <strong>Migliori attori non protagonisti, Christopher Waltz</strong> per la notevole interpretazione del colonnello Hans Landa in <em>Bastardi senza gloria</em>, e <strong>Mo&#8217;nique</strong> in <em>Precius</em>, film drammatico, divertente e fantasioso al contempo, da non perdere. <strong><em>Up</em></strong> si aggiudica il globo d’oro come miglior film d&#8217;animazione e per la miglior colonna sonora di Michael Giacchino, mentre <em><strong>Tra le nuvole</strong></em> che era candidato a 6 gloden globes, porta a casa solamente il premio per la <strong>miglior sceneggiatura</strong>. Una bella commedia nera interpretata da George Clooney in uscita nelle sale il 22 gennaio. <strong>Miglior film straniero</strong>, <strong><em>Il nastro bianco</em></strong> dell’autore tedesco Michael Haneke già vincitore della Palma d&#8217;Oro a Cannes.</p>
<p><strong>Premio alla carriera</strong>, intitolato a <a href="http://www.cecilbdemille.com/" target="_blank">Cecil B. DeMille</a> (regista della prima metà del ‘900, considerato uno dei padri fondatori della settima arte), è stato consegnato a <strong>Martin Scorsese</strong> da Robert De Niro e Leonardo Di Caprio, attori di punta della sua filmografia.</p>
<p>Come si acennava, <strong>i Gloden Globes si occupano anche di televisione</strong> e quest’anno sotto i riflettori troviamo la serie <em>Mad Men</em> e la commedia musicale <em>Glee</em>, tra gli attori vincono Michael C. Hall e John Lithgow per <em>Dexter</em>, Julianna Margulies per <em>The Good Wife</em> e Chloë Sevigny per<em> Big Love</em>, Alec Baldwin per <em>30 Rock</em> e  Toni Collette per <em>United States of Tara</em>; tra le miniserie e i film TV, vincono Kevin Bacon con <em>Taking Chance</em> e Drew Barrymore con <em>Grey Gardens</em>.</p>
<p>Si dice che parte del successo dei Golden Globes dipenda dal fatto che sono anticipatori degli Oscar non soltanto perché li precedono di qualche mese, ma anche per quanto riguarda le scelte. Vederemo se anche quest’anno sarà così…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.speropoli.it/2010/01/20/golden-globe-awards-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
