Mine Vaganti a Lecce

Ferzan Ozpetek nato a Istanbul ma adottato dall’Italia, in cui ha trovato la sua fortuna nel cinema come regista e sceneggiatore, è amato dal pubblico e un po’ meno dai cinefili. Ha il pregio di riuscire a lavorare meglio dei suoi colleghi italiani di medio livello sia sul piano visivo che sonoro, ma tormentandoci con melodrammi dai temi sempre uguali e nemmeno troppo originali, come il perbenismo borghese e l’omosessualità. Gli attori italiani però fanno a gara per comparire in un suo film, la lista dei grandi nomi è decisamente lunga: Elio Germano, Valeria Golino, Ennio Fantastichini, Giovanna Mezzogiorno, Pierfrancesco Favino e molti altri.

Negli ultimi anni sembra aver ritrovato un po’ di vitalità nel genere della commedia brillante, tra cui c’è anche Mine Vaganti, un omaggio alla città di Lecce (e provincia), che lo ha ripagato conferendogli la cittadinanza onoraria.

location mine vaganti

CC pululante

Iniziamo allora a scoprirne le location partendo dalla casa in cui vivono i protagonisti della famiglia Catone: si tratta di Palazzo Famularo, in via Guglielmo Paladini. In questa bellissima abitazione prendono forma le storie dei due fratelli, entrambi prossimi a dichiarare ai genitori la propria omosessualità. La rivelazione dell’uno (Alessandro Preziosi) e la crisi cardiaca del padre, imporranno al secondo, Tommaso (Riccardo Scamarcio), il silenzio e l’inizio di un periodo di faticosa sottomissione ai voleri/valori della famiglia. Ad aiutarlo ci sarà Alba (Nicole Grimaudo), l’unica che lavora con vera passione e dedizione per il pastificio dei Catone (realmente esistente) e che finirà per innamorarsi di Tommaso.

Il palazzo in cui lei vive è poco distante dal primo: si tratta dell’incantevole Palazzo Tamborino-Cezzi, in via Guglielmo Paladini al 50.

Ad aggravare il tutto, arriveranno da Roma gli amici gay di Tommaso, che verranno calorosamente ospitati dalla famiglia Catone. L’effetto comico è inevitabile: da un parte un gruppo di uomini che cercano di recitare la parte dei machi latini, senza riuscire però a nascondere del tutto i loro istinti; dall’altra un’intera famiglia totalmente estranea a quel mondo, tanto da non riuscire a interpretare le “stranezze” degli ospiti. Nel mezzo: un Tommaso sempre più confuso e pronto ad esplodere.

Qui incontriamo anche il meraviglioso mare di Gallipoli (pineta compresa), riconoscibile dalle torri in lontananza, costruite dal sovrano aragonese Carlo V nel XVI secolo. Più precisamente, siamo al Lido Punta della Suina. La scena è una delle più simpatiche del film, in cui il trio romano coinvolgerà tutti i giovani protagonisti in un balletto in mezzo al mare.

E tra disavventure e veri drammi, come ogni commedia che si rispetti, tutti i nodi verranno al pettine per sciogliersi tra baci e abbracci. In realtà, non si capisce se Tommaso riuscirà a confessare ai genitori di essere fidanzato con Marco, ma almeno rivelerà loro che il suo vero sogno non è quello di dirigere l’azienda di famiglia ma di diventare uno scrittore. La notizia non sembra provocare infarti a nessuno e si passa così alla storia del secondo fratello: Antonio, di cui avevamo perso le tracce praticamente a inizio film. Ovviamente, verrà “perdonato” e riaccolto in famiglia.

Nonostante alcuni limiti nella sceneggiatura, che stereotipizza tutto e tutti e in particolare la mentalità dei meridionali, il film riesce complessivamente a scorrere con piacere e a strappare delle risate qua e là, soprattutto con le reazioni dei due genitori, con il personaggio della zia zitella (una stranamente brava Sofia Ricci) e con gli amici romani, che con la loro disinvolta e irresistibile ironia disorienteranno l’ingenua famiglia salentina.

Dove dormire. Molte le soluzioni in b&b a Lecce, come B&B Piazza 300mila che per gli ospiti organizza anche visite guidate.