The Losers: Chi sarà il vincitore? (parte 2)

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E proprio in sintonia con la logica del “Più è facile, più è meglio (!)”, anche dal punto di vista dell’intreccio il fumetto si dimostra decisamente più complesso e interessante. Il film infatti inizia in modo lineare, cronologico. Si vede sin da subito cosa succede in Bolivia al gruppo dei “Perdenti/Sfigati” e sin da subito si conosce il motivo della loro missione: vendicarsi e riprendersi le proprie vite e il proprio onore. Il fumetto invece parte nel bel mezzo della prima azione per sabotare Max, con il furto dell’elicottero dei militari in Texas. Questa scena è presente nel film soltanto dopo 30 minuti. Al contrario, l’episodio che ha generato l’odio del gruppo nei confronti di Max e che ha dato origine alla storia narrata, viene raccontato nel 16-17° albo (!!!), in un flashback di Clay. Lì scopriremo che:
a) l’azione si svolse in Afghanistan e non in Bolivia
b) all’origine di tutto c’era un’accusa di terrorismo sulla testa di Fadhil
c) i bambini non erano usati per spacciare la droga ma, peggio ancora, erano veri e propri schiavi, usati per i piaceri dei loro futuri padroni (e non solo).
d) fu Cougar il primo a far saltare l’operazione perché avvistò i bambini. Sarà lui a soccorrerli per primo, che andrà a recuperare il fanciullo che era stato allontanato (per essere stuprato!!). Ancora lui quello che li vedrà e sentirà morire bruciati e le cui voci, da quel momento, lo tormenteranno in sogno. Sarà proprio da allora che lui smetterà quasi del tutto di parlare (così, in effetti, la sua scarsa loquacità ha senso…). Al contrario, nel film l’eroe puro è sempre e solo Clay.
e) Roque si mostra già allora come più interessato ai soldi che al gioco di squadra. Doveva essere con Cougar a soccorrere i bambini, mentre invece lo abbandona per andare a uccidere uno che ha con sé una valigia piena di soldi. Ovviamene per impossessarsene. Sarà colpa sua se suonerà l’allarme, facendo degenerare il tutto. Inoltre proprio all’inizio di questo capitolo, viene mostrato lui con la squadra mentre giocano a poker. E lui vince. Bluffando. (Nel film il gioco delle carte è decisamente meno significativo e più ludico.)
e) c’è però un’altra differenza sostanziale. Nel fumetto si capisce che il vero motivo per cui Max vuole distruggere quel sito è perché vi è tenuto prigioniero un suo ex-collaboratore che, a causa delle torture, aveva svelato i progetti di Max a Fadhil. Cougar lo ritroverà casualmente nelle galere, scoprendo cose che non avrebbe mai dovuto sapere. Anche quest’uomo, deformato dall’acido, che lo implora per essere ucciso, farà parte dei suoi frequenti incubi notturni.

Un punto debole del film risiede proprio in quest’ultimo aspetto: non esistono forti motivazioni per cui Max doveva chiedere la morte dei Losers. È vero, in Bolivia avevano disobbedito ai suoi ordini e invece di andarsene subito avevano liberato i bambini, ma non avevano trovato nessun ex-collaboratore di Max e Fadhil non aveva detto loro nulla di che Di fatto, la loro insubordinazione non aveva compromesso l’operazione, né tanto meno avevano capito cosa stesse succedendo, né si sarebbero preoccupati di fare domande. Nel fumetto invece è chiaro che loro erano stati usati e traditi da Max per una sua vendetta personale e che per questo lo avrebbero denunciato non appena rientrati alla base.

In più, la scelta di ambientare questo momento cruciale in Afghanistan si inserisce meglio nel panorama contemporaneo, nel quale il fumetto si impone con forza inaspettata. Infatti, il movente della vendetta e il tema del doppiogioco su cui il film concentra tutta la storia, è nel fumetto soltanto una facciata. In realtà l’obiettivo di Andy Diggle, autore del fumetto, è di mettere in discussione le cause e le ragioni per cui scoppiano le guerre americane, di mostrare l’assoggettamento della politica all’economia, di dar prova della facilità con cui è possibile per una mente ambiziosa e “malvagia” distorcere ogni credo, ogni morale, ogni ideologia e il sistema stesso, per alimentare la propria brama di soldi e di potere. Un’opera che fa guardare agli eventi internazionali degli ultimi 20 anni con nuovi occhi. Un lavoro di scrittura ambizioso e complesso, capace di vestirsi da storia dal forte appeal, per cambiare il suo lettore e ribaltare quella visione del mondo e delle politiche internazionali che hanno cercato di venderci i mass media. Ma non pensate che si tratti di un fumetto serio e noioso. È al contrario estremamente scorrevole, capace di alternare l’azione e la suspence con scene esilaranti, trame intricate con momenti di rallentamento e distensione, il tutto accompagnato quasi sempre dalle bellissime tavole di Jock (non per nulla è stato candidato agli Eisner Awards nel 2004 e nel 2006). Tuttavia, la totale assenza nel film di questo aspetto critico nei confronti dell’America non è una semplice svista degli sceneggiatori. È una scelta consapevole, che si espone, volente a nolente, a contestazioni e riflessioni sulla scarsa presenza nel cinema mainstream Hollywoodiano di opere più politiche e apertamente in contrasto con il sistema.

In conclusione, chi vince? Tutti direi. Il film semplifica e alleggerisce molte cose, ma se cercate un’ora e mezza di entertainment allo stato puro, ben fatto, con azione, comicità e che non vi lasci troppi pensieri alla fine – perché, diciamocelo, anche questo ogni tanto ci vuole – allora guardate il film, The Losers, e non vi pentirete.
(Piccola nota personale: i miei complimenti al montatore)

Se volete invece avere a che fare con un’opera di alta fattura dal punto di vista visivo e narrativo, che oltre a intrattenervi sappia anche darvi qualcosa di più, allora, senza alcun dubbio, comprate il fumetto.

Oppure potete fare come me, fruirli entrambi e da nessuno rimanerne delusa.