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Il maledetto United, la storia di Brian Clough

Il maledetto UnitedI Campionati del Mondo di Calcio, edizione 2010, sono in svolgimento nella Repubblica Sudafricana. Uno spettacolo che coinvolge tutti i Paesi del mondo. Nessuno escluso, ve lo garantisco. E quindi anche qui si parla di calcio.

Calcio che per molti versi è uno sport ridicolo, così come ridicole sono molte persone che lo frequentano, che lo vivono, che ne fanno parte. Probabilmente Brian Clough è uno di questi: un manager all’inglese che ha attraversato la storia del calcio anglosassone come una scheggia impazzita, allenando quasi sempre squadre di non primaria importanza, ma con le quali ha vinto Campionati e Coppe internazionali (2 Coppe dei Campioni con il Nottingham Forest). “Quasi” sempre ho scritto, perché nel 1974 per 44 giorni fu l’allenatore del Leeds United, squadra che in quegli anni primeggiava in Campionato e brillava a livello europeo.

Questo film di Tom Hooper parla proprio di questi maledetti 44 giorni, romanzando le cause che hanno portato a questo grosso fallimento professionale di Clough: dalla mancata stretta di mano con l’odiato Don Revie alla collaborazione umana e professionale con il suo “secondo” Peter Taylor, dal rapporto con i giocatori negli spogliatoi nei diversi pre-partita all’esuberanza e sfacciataggine nei confronti dei presidenti dei club che allenava.

Questo film va visto? Sì. Aggiusto. Sì se il calcio vi trasmette emozione (anche uno 0-0 tra due squadre amatoriali). Sì se amate la Gran Bretagna (con quelle facce splendidamente brutte e quegli squallidi sobborghi dello Yorkshire). Sì se volete guardare un film che spesso mette da parte la trama per diventare quasi uno one-man-show (di Micheal Sheen… che interpretazione!). Sì se siete appassionati degli anni ’70 (e di quelle atmosfere, automobili, interni, pettinature, musica, ecc.). Note dolenti sono certamente la colonna sonora, per la quale si poteva osare di più, e le scenografie, soprattutto quelle degli stadi. Ma con un budget di una decina di milioni (dollari, sterline, euro… non importa) il risultato è interessante, coinvolgete e, a tratti, emozionante.

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