Festival di Cannes (e dintorni) 2010 – parte1

Si è conclusa il 23 maggio la 63° edizione del Festival di Cannes, inaugurata dalla prima del colossal hollywoodiano fuori concorso, Robin Hood di Ridley Scott. A presiedere la giuria Tim Burton e a sfilare sul tappeto rosso la consueta sfilza di volti e abiti. Qualche polemica pre-festival, prima tra tutte la scelta di Sandro Bondi, l’attuale Ministro della Cultura, di non partecipare alla manifestazione come segno di protesta contro il documentario Draquila di Sabina Guzzanti da lui ritenuto offensivo per l’Italia…

Diciannove i film che si sono contesi la Palma d’oro tra cui Biutiful di Alejandro Gonzalez Inarritu, Copia conforme di Abbas Kiarostami, Outrage di Takeshi Kitano e La nostra vita di Daniele Lucchetti. Tra gli eventi collaterali ricordiamo la proiezione dell’edizione restaurata de Il Gattopardo di Luchino Visconti a cinquant’anni di distanza dalla prima uscita e in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Per coloro che non hanno avuto il privilegio di parteciparvi, la città di Milano, come di consueto, dà vita alla rassegna Cannes e dintorni, proiettando nelle sale milanesi una selezione di 30 film tra i più interessanti. Nella conferenza di apertura Paolo Mereghetti e Bruno Fornara hanno presentato i titoli principali (un estratto della conferenza nel video). Dopo un meritato ringraziamento al Corriere delle sera, che con il suo intervento ha permesso di realizzare l’iniziativa nonostante le ristrettezze economiche di quest’anno; e un accenno alle difficoltà in cui vertono le case di produzione in Italia e quindi alla difficoltà di reperire le pellicole per più di uno o due passaggi, si è passati ai film in concorso.

Il vincitore della Palma d’oro è Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives del tailandese Apichatpong Weerasethakul. Di sicuro interesse la regia che mantenedo un deciso realismo inserisce elementi surreali e fantastici. Interessanti anche gli spunti e le “digressioni”. Un’interessante questione emerge dal dibattito tra Mereghetti e Fornara (nel video): l’appunto non è sul film, ma sul futuro del regista, già noto tra gli addetti ai lavori. Negli ultimi tempi, infatti, non è raro assistere a un cinema d’autore che fa grandi promesse con opere di spessore che poi non vegono mantenute. Con i successivi film il regista spesso finisce per ripetersi e chiudersi su se stesso.

Palma d’argento per Another Year dell’inglese Mike Leigh, regista già noto per La felicità porta fortuna e Il segreto di Vera Drake (Leone d’oro a Venezia 61). Quattro stagioni si susseguono come i numerosi personaggi che ruotano intorno alla coppia felice. Come fa notare Bruno Fornara è proprio nel disequilibrio tra i personaggi che Leigh pone l’attenzione ed è qui che il film si fa interessante.

Gran premio della giuria per Degli uomini e degli Dei del francese Xavier Beauvois che si ispira alla vera storia di una comunità di benedettini insediata da decenni sui monti dell’Atlante alegrino, e che nel ’96 venne rapita da estremisti della Gia. Un film notevole per la sua capacità di guardare alla convivenza pacifica tra cristiani e musulmani e alla vita della comunità. Come osserva Bruno Fornara capita a volte che singole scene rimangano impresse e in questo film sembra esserci un esempio. Sulle note de Il lago dei cigni di Tchaikovsky i volti dei frati benedettini si susseguono prima della fine.

Questi i tre film della selezione ufficiale questa settimana nelle sale milanesi (in originale con sottotitoli). Per saperne di più su proiezioni, orari e disponibilità: www.lombardiaspettacolo.com

Si ricorda che fino al 16 giugno il Corriere della sera pubblicherà 1 coupon al giorno valido per un ingresso a soli 2 euro!