News dai festival, marzo 2010

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KOREA FILM FEST. 12/20 marzo 2010, Firenze.
L’ottava edizione delle rassegna internazionale di cinematografia sud-coreana, ha aperto le danze con la proiezione di un film che in patria ha riscosso un grande successo di botteghino, Take Off di Kim-Yong-hwa, che vede come protagonista la squadra di salto con gli sci coreana che ha partecipato alle Olimpiadi Invernali di Nagano. Di particolare intresse le due rassegne, una dedicata a Hur Jin-ho, tra i registi più apprezzati, e l’altra all’horror coreano. Se la prima vede un susseguirsi di film delicati e melodrammatici che indagano temi come l’amore e il mutare dei sentimenti (tra i titoli più interessanti Christmas in august, April snow e One fine spring day), la seconda spinge in direzione opposta, andando a proporre gli horror più recenti e pescando qualcosa dal passato, come nel caso di Whispering corridors di Park Ki-hyung, regista noto per l’ambientazione liceale dei suoi film e per l’implicita denuncia dei contesti adolescenziali coreani, spesso troppo violenti e costrittivi. Ospite d’eccezione Dario Argento. Ed eccoci alle sezioni competitive, Orizzonti coreani e Independent Korea. Il pubblico ha premiato l’anteprima italiana Mother di Bon Joon-ho considerato uno tra i migliori registi asiatici in circolazione. Un film su un amore matero così estremo da portare alla totale cecità. La giuria premia invece My dear enemy di Lee Yoon-ki, film ispirato ad un racconto dello scrittore giapponese Azuko Taira.

BERGAMO FILM MEETING. 6/14 marzo 2010, Bergamo.
Il festival, alla XXVIII edizione, ha riconfermato il suo valore nel panorama italiano come Mostra internazionale del cinema d’essai. Tra gli eventi più importanti la retrospettiva dedicata a Jean Gabin e quella incentrata sulla figura della Dark lady nel cinema americano degli anni ‘40 e ‘50. La sezione dedicata ai documentari dal titolo Visti da vicino, e chiaramente la sezione del concorso. In gara 7 film di recente produzione, diretti da giovani registi alla prima o seconda opera. Il primo premio, tutto meritato, va a Miika Soini, il finlandese 37enne, che con Thomas, film minimalista e forte, affronta temi delicati come la solitudine e la vecchiaia. Il secondo va alla pellicola italiana La piccola A, un film di Salvatore D’Alia e Giuliano Ricci, e il terzo a Somaro del regista serbo-croato Antonio Nuić. Particolare attenzione alla rassegna Aria fresca: il nuovo cinema ungherese, che in questi ultimi anni sembrerebbe vivere una nuova ondata di vitalità. Vero è che quella ungherese è una cinematografia poco conosciuta, ma che è sempre stata molto attiva e florida, attenta a nuove intuizioni e messe in discussione. Si può comunque affermare che una nuova generazione di giovani cineasti si sta facendo notare per innovazione stilistica, profondità tematica e rara maestria. Solo per fare alcuni nomi, György Pálfi, Aaron Matyassy, Szabolcs Hajdu.

FANTASY HORROR AWARD. 19/21 marzo, Orvieto.
Alla sua prima edizione, il festival, interamente gratuito, ha riscosso un ottimo successo di pubblico. Tra gli ospiti più illustri Dario Argento, Carlo Lucarelli e il regista spagnolo Jaume Balaguerò (solo per citarne alcuni, Darkness e Rec). Tra i giudici, Lamberto Bava e Ruggero Deodato. Premio alla carriera per l’interprete di Freddy Krueger, Robert Englund, e per il regista Brian Yuzna, tra i creatori del genere fantastic/horror. Fra le tante proposte del festival, spicca l’anteprima di The Fairy, pilota della serie horror Fairytales, di Christian Bisceglia e Ascanio Malgarini. Prima opera horror italiana in 3D che si aggiudica il premio come Miglior pilota. Il riconoscimento come Miglior film horror va a Rec 2 di Jaume Balaguerò e Paco Plaza, mentre come Miglior film fantasy vince Valhalla Rising di Nicolas Winding Refn, film originale e coraggioso. Premio per la Migliore opera a basso costo va al corto Paris by Night of the Living Dead di Gregory Morin, divertente zombie movie della durata di 12 minuti. Shadow di Federico Zampaglione ( sì, quello dei Tiromancino), già apprezzato in svariati festival internazionali, si aggiudica qui il premio per la Miglior sceneggiatura e, insieme ad Antonio Monti per Monkey Boy, il Premio speciale della giuria per il miglior regista. A Dan O’Bannon, infine, il Premio Speciale alla regia.

MOVIES THAT MATTER FESTIVAL. 25/31 marzo 2010, Den Haag.
Successore dell’Amnesty International Film Festival, ha raggiunto quest’anno la cifra record di visitatori superando i 14.000. La sezione più importante è A matter of act che ha visto gareggiare 10 documentari incentrati su personaggi che hanno dedicato la propria vita alla difesa dei diritti umani come Rebiya Kadeer, Somaly Mam, Shadi Sadr e The Yes Men. Vince il documentario dello spagnolo Alberto Arce, To Shoot an Elephant, una delle poche testimonianze visive di quanto successo a Gaza tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009, quando Israele lanciò l’offensiva sulla Striscia. Il regista ha deciso di rilasciare il suo film sotto licenza Creative Commons per permettere a chiunque di scaricarlo legalmente. Menzione speciale a The Sari Soldiers di Julie Bridgham che ritrae 6 donne coraggiose nel loro tentativo di modellare il futuro del Nepal sullo sfondo della guerra civile tra forze militari e rivoltosi maoisti. Il premio alla persona (o organizzazione) è andato a Shadi Sadr che combatte per i diritti delle donne in Iran. Camera Justitia Award ha visto gareggiare 7 documentari sul tema del diritto internazionale, della giustizia e della lotta contro l’impunità. Vince Mugabe and the White African di Lucy Bailey e Andrew Thompson, che parla della resistenza contro le espropriazioni della terra nello Zimbabwe. La scelta degli studenti (Students’ Choice Award) premia invece Reporter di Eric Daniel Metzgar (due volte premio Pulitzer), che racconta il drammatico impatto della guerra civile nella Repubblica Democratica del Congo, ed è anche un’esplicita richiesta per un giornalismo più attento e accurato. Il MovieSquad All Rights Award (la MovieSquad è una squadra di 5 ragazzi tra i 16 e i 20 anni) è stato vinto da No One Knows About Persian Cats dell’iraniano Bahman Ghobadi già vincitore di Un Certain Regard a Cannes 2009. E’ stato inoltre nominato per essere incluso in uno dei programmi di formazione dell’EYE Film Institute Netherlands. Il film, girato di nascosto in due settimane, è uno spaccato sulla vita dei giovani iraniani che attraverso la musica cercano libertà ed espressione. Il premio del pubblico, VARAgids Audience Award, va a Tibet in Song di Ngawang Choephel un film che parte dalla cultura musicale tibetana per raccontare l’impatto dei 50anni di oppressione del Tibet-cinese.

FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D’ASIA E AMERICA LATINA.
15/21 marzo 2010, Milano.
Per maggiori info sul festival: 20° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina. Vediamo qui le premiazioni. Come Miglior lungometraggio (sezione Finestre sul mondo), Une vie toute neuve di Ounie Lecomt, alla sua opera prima con una storia autobiografica di abbandono e solitudine. Una menzione speciale va a La mosca en la ceniza di Gabriela David che affronta il dramma della tratta delle donne e della prostituzione. Il riconoscimento come Miglior Film Africano del Festival va a Dowaha della regista tunisina Raja Amari che con un thriller al femminile racconta e riflette sulla difficile condizione femminile. Doppia vittoria per il Concorso Documentari. Vincono Zahra di Mohammad Bakri e Un conte de faits di Hichem Ben Ammar. Il Premio per il Miglior Cortometraggio Africano va a Un transport en commun, musical senegalese di Dyana Gaye e una menzione speciale a Atlantiques di Mati Diop.

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