Facciamo un salto indietro negli anni ’80, gli anni dei primordi dell’informatica casalinga, gli anni in cui si era già capito che i videogames avrebbero rappresentato una grande risorsa per l’industria dell’intrattenimento. Facciamo un salto indietro nel 1982, l’anno in cui la Walt Disney Pictures si prende in carico la realizzazione della PERICOLOSA e DISPENDIOSA proposta del giovane regista 31enne Steven Lisberger.
PERICOLOSA perché a sperimentare le nuove frontiere dell’animazione computerizzata è la casa che ha costruito la sua fortuna sulle tecniche di animazione classica (cioè non computerizzata). DISPENDIOSA perché superare (di molto) le frontiere delle tecniche di produzione non è certo economico. Tron fu infatti il primo lungometraggio a mettere in scena intere sequenze completamente realizzate in un ambiente virtuale, non solo come “abbellimento” ma come luogo in cui si svolge l’azione dei protagonisti.
La trama in brevissimo: Flynn è un programmatore di videogames al quale il direttore della Encom, Dillinger, ruba la proprietà intellettuale dei software. Il tutto grazie all’MCP, il Master Control Program, un software che in breve tempo cresce e assume il controllo dell’essere umano che l’ha creato. Bradley e Lora, anche loro dipendenti Encom ed ex colleghi di Flynn, aiutano il loro amico a intrufolarsi di notte nell’azienda. Il programma MCP rapisce Flynn nel suo mondo virtuale, trasformandolo in bit e mettendolo alla prova contro i suoi stessi videogiochi, ma finendo per essere sconfitto. Flynn smaschera quindi il furto del direttore che gli era costato il posto e diventa il capo a sua volta.
Da queste poche righe si capisce subito il “problema” principale del film, vale a dire la pochezza miserrima della trama. Sembra essere una costante degli sperimentatori, visto che abbiamo vissuto un caso analogo con Avatar proprio in questi mesi: il concentrarsi troppo sulla tecnica, sull’aspetto puramente visivo del film, sulle problematiche tecnologiche insite nell’idea iniziale fa passare in secondo (terzo, quarto, quinto) piano l’attenzione all’intreccio e allo spessore dei personaggi. Dialoghi mediocri, colonna sonora non memorabile, attori solo poco più che sufficienti. Ma a suo modo una pietra miliare nella storia del cinema (e non solo per i nerd).
Vedere questo film nel 2010, al di là delle curiosità tecniche di un film con scene girate in bianco e nero e poi colorate a mano fotogramma per fotogramma, significa volersi impegnare in un’OPERAZIONE NOSTALGIA: per chi ha vissuto il periodo dei Commodore 64 & Co. il tuffo al cuore è inevitabile; per chi non c’era è un’occasione per entrare in un mondo fatto di schede grafiche a 4 colori e di comandi impartiti alle macchine sotto forma testuale (niente mouse, solo la cara e vecchia tastiera).
Per quel che mi riguarda… press play on tape… loading… operazione completata!
Ci voleva proprio una chicca anni ottanta!!
Posted by mattia | 17 April 2010, 13:07wooow… con un Drugo giovanissimo!! Sbaglio o a breve è previsto il remake?
Posted by chiara | 18 April 2010, 16:42Non sbagli: http://www.imdb.com/title/tt1104001/
E sarà più bello, più realistico, più sensato, ma, come di consueto, si perderà quella magia artigianale che contraddistingue gli originali. Tutti al cinema a vedere Tron Legacy!
Posted by Daniele Limonta | 18 April 2010, 17:44