300 di Zack Snyder
300 è un film grande, grosso e stupido.
Grande. Perché ogni parola e ogni gesto sono teatralizzati ed enfatizzati in maniera sistematica; me li immagino, i dialoghi, vergati con inchiostro nerissimo sulla sceneggiatura quasi come come fossero scolpiti nella roccia. Frasi che vorrebbero esprimere grandezza morale, nobile eroismo, splendido rispetto delle leggi umane, mentre invece troppo spesso risultano forzate e fuori luogo, e ci scappa un sorriso sardonico.
Grosso. Perché tutti i personaggi sono eccezionali, uomini e donne perfetti nelle loro nudità esibite con ferocia e determinazione: il re Leonida, il “covattiano” Gerard Butler, e la regina Gorgo, Lena Headey doppiata in maniera terribile, nel loro amplesso furioso ne sono la manifestazione più evidente. Per non parlare poi degli elefanti, del rinoceronte e dei combattenti deformi e mostruosi al servizio del sacro Serse.
Stupido. Perché passata la soglia del secondo millennio dopo Cristo, un film tanto acritico sulla follia della guerra e delle atrocità che gli sono collegate lo trovo inammissibile. Non trova spazio neppure per un attimo la riflessione sull’assurdità dell’inutile missione suicida del pugno di spartani guidati da Leonida.
Tra improbabili acrobazione di corpi nudi (ah, Wachowski… siete stati grandi ma avete messo in testa troppe idee a registi che non sanno metterle al posto giusto!) e continui discorsi apocalittici di incitamento alle truppe destinate alla morte, si snoda una vicenda tanto lineare e priva di pathos che l’unico colpo di scena si ha quando, Hollywood docet, un uomo approfitta sessualmente di una donna e poi glielo rinfaccia accusandola di lascivia (Terone Vs. Gorgo).
Un film artisticamente interessante (non starò a ripetervi che trae ispirazione, idee, trama, forme e colori dall’omonima graphic novel di Frank Miller) nella sua realizzazione tecnica, ma unidimensionale in tutto il resto, in tutto quello che è importante in un film: la sua anima. Qui semplicemente non c’è n’è traccia.
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11 Responses
Matteo
March 21st, 2010 at 13:58
1Concordo pienamente con quello che dici, sta di fatto che anche se stupido e privo di pathos, è riuscito a divertirmi in diversi frangenti. i personaggi appaiono caricaturizzati all’ennesima potenza ( a partire da Serse che più che il re di Persia sembra una gioielleria ambulante con tanto di voce “travonica” annessa). Non penso però che l’intento degli autori fosse quello di documentare un evento storico… tutto risulta essere un espediente per giocare con gli effetti speciali puntando sullo stupore visivo e cercando di non prendersi troppo sul serio. Sinceramente prima della visione, non mi aspettavo nulla di diverso e avevo scartato a priori l’idea che potesse essere un film su cui riflettere…
Marziù
March 21st, 2010 at 19:54
2come ti dicevo su FB, mi spiace contraddirti ma trovo questo film meraviglioso, unico, guarda qua: http://www.youtube.com/watch?v=TWOsYMOh5OQ
s.
March 22nd, 2010 at 14:05
3purtroppo non ho tempo per dire tutto quello che penso, ma anch’io ho trovato il film per nulla stupido, ma anzi rispettoso della cultura spartana (che ci si può fare se vivevano in tempi di fragilità dove saper combattere e difendersi era fondamentale per la sopravvivenza? metaforicamente, è ciò che ciascuno di noi deve fare tutti i giorni, se vuole rimanere “libero”…) e anche gli effetti speciali nient’affatto gratuiti, ma al contrario funzionali a un’estetica giustificata e assolutamente affascinante.
silvia
March 22nd, 2010 at 14:25
4Mi trovo a metà strada… sicuramente non ritengo il film un capolavoro, anzi, lo trovo un po’ scontato e banale, d’altra parte non mi sentirei neanche di additarlo come un film completamente mal riuscito e insensato. E’ sopra le righe in modo del tutto dichiarato, senza gloria e senza infamia.
Daniele Limonta
March 24th, 2010 at 08:52
5@ Matteo: sono d’accordo con te sul fatto che la produzione del film non puntasse alla verosimiglianza storica. Sta di fatto che pare proprio una miscellanea gratuita di grandeur filmica. L’ho tenuto in stand-by per mesi prima di premere “Play”…
@ Marziù: esilarante!
@ s.: non sono uno storico e quindi non vorrei esagerare, ma credo siamo tutti d’accordo che nessuno andasse alla guerra – in questo caso a morte certa – così volontariamente. Ma anche fosse, non trovi esageratamente plastiche le parole, i gesti e le situazioni. Pare più una teatralizzazione del tutto accentuando ogni dettaglio. Non metto in dubbio che possa essere un esperimento interessante (soprattutto per la riproduzione quasi maniacale delle inquadrature della graphic novel), ma non mi coinvolge e non mi convince. Passo.
@ Silvia: “senza gloria e senza infamia”. Sottoscrivo. L’ho guardato per un motivo legato a una situazione lavorativa, altrimenti avrei lasciato il film sul banco senza pensarci molto.
S.
March 30th, 2010 at 22:45
6ultimo appunto che non riesco a trattenere…
avevo visto un intero speciale sul film, commentato proprio da storici e studiosi dell’antica grecia e di sparta in particolare e io stessa mi ero poi fatta rapire dall’argomento documentandomi non poco. Ti assicuro che rimarresti stupito da quanto invece miller e il film siano riusciti a recuperare dello spirito di quel popolo. non andavano a morire, ma a vincere e a salvare la propria città dall’invasore. erano tutti guerrieri (anche le donne!) e selezionati alla nascita in base alla perfezione/resistenza fisica. e non perchè fossero fascisti o razzisti, queste sono categorie linguistiche e mentali solo nostre.
e anche per quanto riguarda le frasi che tu definisci plastiche, posso dirti che (molte, le più “forti”) sono state prese paro paro da erodoto! per questo, per quanto possa comprendere (ma non condividere) che per gusto personale o per questioni estetiche il film possa non piacere, direi che criticarlo per una scarsa critica alla guerra o per un presunto eccesso di finzione o addirittura stupidità non è esattamente un argomentazione solida. that’s all folk!
Daniele Limonta
March 31st, 2010 at 12:42
7Ciao S., le emozioni, i pensieri e i fatti si possano raccontare in molti modi. E ogni tempo ha i suoi. Un romanzo nel Medioevo era inconcepibile: tutto doveva essere in versi! Un poema nel XX secolo ha poco senso: viva la prosa!
Sono solo due esempi, ma li porto a sostegno del mio ragionamento: credo che al giorno d’oggi si dovrebbero raccontare gli stessi fatti, con la medesima attenzione all’obiettività storica, in modo diverso. Meno plastica, meno esagerata, meno artificiosa.
Penso alla scena di sesso tra il re e la regina, penso all’orgia degli oracoli, penso agli incitamenti di Leonida. Non li condivido. Continuo a pensare che siano “stupidi”. Modellati sulla graphic novel di partenza, è vero, ma è proprio quella scelta che critico (non discuto dell’abilità tecnica della troupe e del cast).
E non è citando Erodoto che ci salviamo dalla scarsità dei dialoghi. Perché è chiaro che l’opera di uno storico greco ha intenti differenti rispetto agli attuali: apologetici, esemplari, epici.
Questo film continuo a considerarlo un fumettone, uno svago, uno svuota-testa. Che non mi suscita ammirazione.
PS: grazie per lo scambio di opinioni!
Daniele Limonta
March 31st, 2010 at 12:44
8E non è che non mi piacciano le cose stupide. Per dire, sto ascoltando gli AC DC!
s.
March 31st, 2010 at 16:14
9COSA??? stupidi gi ac/dc???!?!?!?!
vogliamo aprire un altro dibattito sulla musica rock??
Daniele Limonta
April 1st, 2010 at 12:12
10Se vuoi ti suono tutti i riff facendo il passo dell’oca… e vorrei, ma non posso divagare. Prossima recensione sul mondo del rock!
eli
April 1st, 2010 at 12:15
11ah ah ah ah ah
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