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Adesso si chiama Torino Film Festival, ma nell’82 nacque come Festival Internazionale Cinema Giovani. Non cambia però la sostanza: la principale sezione competitiva del festial rimane dedicata a giovani esordienti, o quasi. L’importante è che presentino la prima, seconda, massimo terza opera. E quello che si cerca è novità di vedute, quello che si vuole è restituire uno spaccato delle migliori tendenze del cinema indipendente contemporaneo.
E in effetti il Festival ha premiato nel corso degli anni registi che si sono rivelati spesso reali talenti. Ricordiamo il taiwanese Tsai Ming-liang che ha successivamente addomesticato il Leone d’oro ed è andato molto vicino all’Orso, e il regista dell’indimenticabile “Addio mia concubina”, il cinese Chen Kaige.
Quest’anno ad aggiudicarsi il primo premio è un regista nostrano, Pietro Marcello con “La bocca del lupo”. Un film che in poco più di un’ora conquista. Uno sguardo documentaristico che si addentra nei vicoli di Genova e testimonia una realtà emarginata e misera in cui, nonostante tutto, l’amore trova il modo di emergere.
Il premio speciale della Giuria va a “Crackie” del canadese Sherry White e “Guy and Madeline on a Park Bench” dello statunitene Damien Chazelle.
Due le retrospettive di quest’anno. Una dedicata a Nicholas Ray, uno tra i fautori del cambiamento del cinema americano degli anni ‘50 che si lascia alle spalle gli stilemi classici e mette in discussione l’allora vigente stile di vita. Basti ricordare “Johnny Guitar” e “Gioventù bruciata”.
L’altra dedicata a Nagisa Oshima prolifico regista giapponese noto per il radicale “Ecco l’impero dei sensi”, che fece scandalo per le esplicite scene erotiche. Il suo ultimo film risale al ‘99, “Tabù – Gohatto” realizzato insieme a Takeshi Kitano.
Ma non è finita qui: una particolare attenzione al regista danese Nicolas Winding Refn, al giovane belga Nicolas Provost; al cinema sperimentale di Ken Jacobs.
Dalle mani di Nanni Moretti a quelle di Gianni Amelio, il TFF anche quest’anno si è rivelato un’interessante finestra da cui osservare alcuni tra i migliori esempi di cinema independente internazionale.
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