Automi. Un omaggio a Georges Méliès

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Méliès era un cinesta, ma prima ancora un mago, un prestigiatore. Costruiva e dipingeva scenografie e aveva una grande passione per gli automi. Un omaggio a Méliès – rielaborazione grafica di alcune scene dei suoi film e qualche esempio delle opere esposte al Modern Automata Museum. Artisti: Neil Hardy, Peter Markey, Keith Newstead, Walter Ruffler, Eric Williamson.

***

Nasce nell’inverno del 1861 e di mestiere crea illusioni. Come hobby fabbrica sogni.
E’ il padre fondatore del cinema di fantascienza, del cinema horror e più in generale del cinema di narrazione. E’ con lui che nasce il linguaggio cinematografico del montaggio. E’ lui l’inventore dell’esposizione multipla, della dissolvenza e del colore.

Il montaggio sembrerebbe essere nato grazie ad un suo errore: mentre stava girando un film all’aperto, gli si inceppò la cinepresa per appena qualche secondo. Riguardando il girato, Méliès si accorse che dove prima c’era una carrozza, qualche frame dopo era comparso un carro funebre… Ed ecco il trucco magico, ed ecco la fantasmagoria. Il cinema, grazie al montaggio, diventa l’”arte della meraviglia”
La parola d’ordine divenne: metamorfosi. Contaminazione letteraria, teatro dell’impossibile. E la sua arte divenne anarchica. Il cinematografo divenne cinema.

Nella sua cariera di cineasta realizzò più di 1500 film di cui perlopiù non abbiamo memoria. L’epilogo della sua vita non manca di singolarità e suggestione: finì povero, alle prese con un chiosco di giocattoli.

E poi iniziò una nuova vita. Venne riscoperto dai surrealisti che organizzarono la prima retrospettiva cinematografica della storia.

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