Eldorado Road di Bouli Lanners
“Ti avverto, io non prendo mai l’autostrada“.
Una Chevrolet del ‘79 taglia la pianura. Al volante Yvan, quarantenne grasso e abbruttito, commerciante fallito di auto usate. Al suo fianco Elie, giovane tossicodipendente esile e spaurito. E’ Eldorado Road (semplicemente Eldorado il titolo originale), road movie nostalgico di Bouli Lanners, ambientato in un Belgio inedito, oserei dire patagonico, con le nuvole che corrono basse sopra un’umanità marginale e anarchica.
Per riscoprire il senso del viaggiare, anche nel cuore dell’Europa, basta alzare il piede dall’acceleratore e uscire dalle autostrade, perdersi lungo vie secondarie e dimenticate, dove coesistono fallimento e libertà. E lì, in paesi abbandonati e discariche della modernità, che avvengono gli incontri con l’umanità senza cellulare, a cui è rimasta la stanchezza di vivere e la libertà di chi non ha più niente da perdere. Ecco il senso del viaggio, che non si misura con i chilometri percorsi. Chi ha una destinazione si sposta. Viaggia veramente solo chi ha rinunciato, chi non ha più una meta.
Bouli Lanners è un pittore riscopertosi regista di talento. Il suo ultimo film unisce leggerenza e intensità, poesia e divertimento. I suoi personaggi si troverebbe bene in un racconto di Osvaldo Soriano. Dopo Into the wild e Il treno per il Darjeling, ancora un road-movie del 2008, questa volta europeo, a confermare un anno particolarmente felice per questo genere.
Eldorado Road è un film di Bouli Lanners del 2008. Titolo originale: Eldorado. Cast: Bouli Lanners, Fabrice Adde, Didier Toupy, Philippe Nahon.
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4 Responses
Teoz
September 1st, 2008 at 04:14
1Eldorado é un film bellissimo e sorprendente come solo puo’ esserlo un road-movie ambientato in paese di ridotte dimensioni in cui non é possibile guidare per pîu’ di 200 km senza passare una frontiera. Ma tutto cambia se si lascia l’autostrada e si viaggia sulle strade secondarie (le strade blu di Least-Heat Moon). Le distanze si riducono ma il tempo e la vita si dilatano.
Francesca
September 1st, 2008 at 05:23
2vorrei solo aggiungere che a tratti il film è anche esilarante..come nella scena di Alain Delon
Zack
September 1st, 2008 at 06:33
3e che voglia di partire
Teoz
September 2nd, 2008 at 03:30
4La scena di Alain Delon, esilarante e surreale, é tipico humour belga. Mi ha ricordato i migliori film (La vie sexuelle des Belges, Camping Cosmos) di un maestro del cinema belga quale Jan Bucquoy. Fra l’altro Jan Bucquoy é un personaggio folle. E’ stato autore di fumetti, regista di teatro, fondatore del museo dello slip. Nel 1992 ha decapitato il busto del Re Baldovino sulla Grande Place di Bruxelles e dal 2005 ogni anno tenta un suo colpo di stato personale in Belgio “assaltando” il palazzo reale brandendo una bandiera anarchica.
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