angel’s quiver
Un pomeriggio come un altro girovagavo per le strade di Milano in cerca di immagini. Per una settimana circa io e Mattia ci siamo passati il testimone alla ricerca della nostra città. Senza uno scopo preciso. Con la voglia di tirarne fuori qualcosa da questa nostra Milano che amiamo e odiamo così tanto. Per un pò il nastro è stato lì a prendere polvere, nel disordine della mia stanza con il rischio di essere divorato dalla fauci di un qualche bestione bianco che girovaga per casa alla ricerca di uno stuzzichino. Ho provato a tirarne fuori qualcosa, ma invano. Cercavo di mettere tutto in un singolo racconto. E non ce l’ho fatta. E’ passato qualche mese, sono andata in vacanza, ho avuto tempo per riflettere, per occuparmi di me e quando sono tornata mi è apparso tutto molto chiaro: non ne avrei potuto trarre un unico racconto perché questa città parla tante lingue, ha tanti volti… Questa è una prima storiella.
Girovagavo per le strade di Milano quando mi venne in mente che non avevo memoria dell’ultima volta in cui ero salita a vedere la Madonnina così ci andai. Pagai il mio biglietto, salii le scale e stetti ad ascoltare. Fu bello. Provai una forte malinconia nel guardare quelle statue fisse, immobili da cinquecento anni. La storia è quella di una di queste statue che dopo tanti secoli di immobilità freme perché sente in sé il desiderio di mescolarsi a quel brullichio che sovrasta, a quegli strani esseri finiti, e chiede il permesso alla sua Signora…
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One Response
matfuma88
September 3rd, 2008 at 15:24
1che belle riprese!!!! ma chi è quella pazza che balla da sola?è un po inquietante!!!immagino quale sia il bestione bianco di cui parli nel racconto…inizia con la P???
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