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Persepolis di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud

Attraverso gli occhi di Marjane bambina, quindi adolescente inquieta e infine donna, Persepolis ripercorre 15-20 anni di storia iraniana, dalla fine degli anni settanta fino alla metà degli anni novanta: dall’insurrezione popolare e la caduta dello Scià alla frustrazione delle speranze di libertà e giustizia sociale con l’instaurazione del regime islamico, le assurde leggi liberticide contro le donne, la miope politica culturale volta a impedire e censurare ogni comportamento vagamente riconducile all’occidente ateo e decadente.

E poi le esecuzioni di massa dei prigionieri politici, l’enorme tragedia della guerra con l’Iraq di Saddam (allora sostenuto e armato dall’occidente), con oltre un milione di morti, una generazione di giovani martirizzata, Teheran bombardata, l’inasprimento della politica del regime contro gli oppositori accusati di volta in volta di offendere i martiri della guerra e della rivoluzione, di essere anti-islamici, filo-occidentali o comunisti.

Particolarmente illuminante riguardo alla tipologia di regime instaurato con l’avvento della repubblica islamica la vicenda dello zio di Marjane. Incarcerato, già torturato e perseguitato sotto lo Scià per le sue idee socialiste, scappa in Urss, quindi ritorna e partecipa attivamente alla rivoluzione, ma in seguito verrà arrestato e quindi giustiziato dal nuovo regime.

In un paese del genere non c’è molto spazio per uno spirito libero e così, pur tra mille difficoltà e ansie della famiglie, Marjane viene mandata ancora adolescente a Vienna. Ma il primo approccio con l’Europa è molto difficile e Marjane conosce sulla sua pelle la discriminazione e le difficoltà dell’integrazione. Seguirà il ritorno a Teheran, la depressione, gli studi in un’università ormai islamizzata, il matrimonio come strumento per ottenere un pò di libertà, quindi il divorzio e la decisione di trasferirsi in Francia.

Le vicende vengono narrate con un linguaggio molto semplice e scanzonato che coniuga ironia e leggerezza con la potenza della denuncia: la religione come strumento di potere avvelena ogni cosa.

Persepolis ha vinto il premio della giuria al festival di Cannes 2007. In Iran il film ha avuto una diffusione limitata, è stato censurato in alcune parti ritenute eccessivamente anti-islamiche ed è stato aspramente criticato per aver dato una rappresentazione incompleta e di parte della società iraniana.

Persepolis è un film autobiografico d’animazione di Marjane Satrapi, tratto dall’omonimo fumetto. L’autrice, iraniana, vive in Francia da alcuni anni e in Italia è nota ad alcuni per le vignette pubblicate dal settimanale Internazionale.

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